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I coniugi sono stati arrestati in provincia di Lecco insieme ad un 23enne marocchino residente in provincia di Varese, fratello di un “foreign fighter” espulso dall’Italia lo scorso anno. L’ordinanza è stata emessa anche nei confronti di un’altra coppia già partita per la Siria e una sua parente che aveva organizzato i contatti con gli altri aspiranti jihadisti. L’operazione, attuata nelle prime ore di questa mattina, è stata eseguita congiuntamente dai Ros, dall’Ucigos e dalla Digos.

Le indagini

Le indagini che hanno portato agli arresti sono state coordinate dalla Procura Distrettuale di Milano in collaborazione con la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Sono state condotte dai carabinieri del Ros, dai poliziotti dell'Ucigos (Ufficio centrale per le investigazioni generali e per le operazioni speciali) e da quelli delle Digos nella zona di Lecco, Varese, Milano [VIDEO] e hanno interessato anche il Piemonte [VIDEO].

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I mandati di custodia cautelare – due destinatari dei quali sono latitanti – sono stati spiccati dal Gip di Milano Manuela Cannavale con l’accusa di “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale".

Gli arrestati

Tra gli arrestati c’è una giovane coppia: il 24enne Abderrahim Moutaharrik (foto), pugile di boxe thailandese piuttosto noto, e sua moglie Salma Bencharki, 26 anni. I due sarebbero stati in procinto di arruolarsi nell’Isis in Siria portando con sé i figli di 2 e 4 anni, che ora sono affidati ai nonni. In manette è finito anche Abderrahmane Khachia, un ventitreenne marocchino residente in provincia di Varese: era fratello di Oussama Khachia, un “foreign fighter” espulso dall’Italia nel gennaio 2015 per decreto del ministro dell’Interno Angelino Alfano e sicuramente morto in Siria.

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Un’altra coppia si è già unita a Daesh nel Paese mediorientale, perciò non è stato possibile procedere al suo arresto: si tratta di Mohamed Koraichi, il marocchino di 32 anni che con la moglie italiana, Alice Aicha Brignoli, 39, e i tre figli maschi di 7,6 e un anno e mezzo, nel febbraio 2015 era partito per lo Stato Islamico lasciando la sua casa di Bulciago in provincia di Lecco. In carcere con l'accusa di aver messo in contatto con lui gli aspiranti jihadisti, è finita invece la sorella di Mohamed, Wafa Koraichi, 24 anni.

In Siria, chissà dove, si trovano ancora “la prima foreign figher” italiana, Maria Giulia Fatima Sergio, ed il marito albanese Aldo Kobuzi.

Pianificavano anche attentati in Italia

Durante quest’ultima indagine anti-terrorismo sono state effettuate dagli inquirenti perquisizioni definite “di grande interesse investigativo”. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha reso noto che gli arrestati avevano anche intenzione di compiere “degli attentati o degli atti violenti” in Italia per ordine di Mohamed Koraichi.

 Tale circostanza è stata confermata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, il quale ha parlato di messaggi minatori provenienti dal Califfato rivolti in particolare alla città di Roma – da sempre nel mirino dei terroristi islamici in quanto simbolo della Cristianità per la presenza del Vaticano –.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha “twittato” i suoi complimenti al ministro Alfano, all’intelligence, agli inquirenti e alle forze ordine per il buon esito dell’operazione. L’hashtag del messaggio era “Tutti insieme”.