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Il delitto Gambirasio è certamente una delle vicende di Cronaca Nera che hanno maggiormente turbato l'opinione pubblica italiana negli ultimi anni: era il 26/11/2010 quando una tranquilla ragazzina di tredici anni, di nome Yara Gambirasio, residente a Brembate (BG) coi suoi genitori, uscì dall'impianto sportivo dove era solita praticare la ginnastica per andare incontro a un destino assurdo.

L'abbandono

Ferita con armi da taglio, fu abbandonata in un campo, in località Chignolo d’Isola, dove fu poi ritrovata in modo del tutto casuale.

Per questo delitto finì in carcere un uomo di nome Massimo Bossetti, di professione carpentiere, residente a Mapello. Fu portato in carcere il 16/6/2014, dopo un arresto per certi versi spettacolare, visto che fu eseguito in un cantiere, mentre era al lavoro.

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Il 13 maggio 2016 è giunto il giorno dell'attesa requisitoria del Pubblico Ministero Letizia Ruggeri. Quest'ultima è convinta della colpevolezza di Bossetti, e dovrebbe dunque richiedere l'ergastolo, secondo logica giuridica, visto che all'imputato sono contestate anche le aggravanti della crudeltà e delle sevizie. L'uomo è altresì accusato di aver calunniato Massimo Maggioni, additandolo come possibile responsabile dei tragici fatti che hanno portato alla morte di Yara Gambirasio.

Processo difficile

Per la cronaca, Bossetti si è sempre tenacemente dichiarato non colpevole, col pieno sostegno della moglie, che si chiama Marita Comi. La fase dibattimentale di questo delicato processo a Massimo Bossetti è iniziata nel mese di luglio 2015. L'ultima udienza dovrebbe tenersi il 10 giugno 2016: fino ad oggi se ne sono tenute quaranta.

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È stato un processo particolarmente difficile, con i legali del muratore di Mapello che si sono prodigati per contestare l'esame del codice genetico rinvenuto sui leggings di Yara Gambirasio, ritrovata nel campo di Chignolo tre mesi dopo la sua improvvisa scomparsa.

Vi ricordiamo che, secondo i rilievi emersi dall'autopsia, Yara è morta di ipotermia, cioè a causa del forte freddo di quella notte, indebolita in modo fatale dalle ferite da arma da taglio che le erano state inferte. Se vi interessa restare aggiornati sulla vicenda, potete cliccare sul pulsante "segui" che notate vicino al nome dell'autore in alto.