Sta facendo discutere l'endorsement che l'ambasciatore statunitense in Italia John Philips ha fatto all'attuale premier Matteo Renzi in occasione del referendum costituzionale. Philips ha sostenuto che una vittoria del no costituirebbe un passo indietro per l'Italia e tale presa di posizione non è piaciuta a molti politici italiani, tra cui vi sono da segnalare il politico del Partito Democratico Pier Luigi Bersani e il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.
Le reazioni di Bersani e Salvini alle dichiarazioni di Philips
Come riportato in un articolo de "La Repubblica" l'ex segretario del Partito Democratico ha criticato l'endorsement dato dall'ambasciatore statunitense a Renzi sostenendo che sarebbe "da non credere" e "per chi ci prendono?", facendo indirettamente allusione a interferenze straniere in una questione politica nazionale.
Interferenze che invece vengono denunciate direttamente dal leader leghista Matteo Salvini, il quale ha sostenuto che l'ambasciatore statunitense si dovrebbe fare gli affari suoi e non intervenire negli affari del paese, come è già accaduto spesso nel passato. Salvini si è anche augurato una vittoria di Donald Trump, notoriamentenon interventista in politica estera, e ha sostenuto che se a votare sì per il referendum sono i poteri forti allora bisogna essere ancora più convinti nel sostenere il No.
L'antiatlantismo di destra e di sinistra
La bufera che si è scatenata dopo le dichiarazioni di Philips ha in qualche modo risvegliato alcune tendenze "antiamericaniste", o più correttamente "antiatlantiste", presenti sia nella sinistra come nella destra italiana.
Difatti, sia Salvini che Bersani hanno criticato le dichiarazioni dell'ambasciatore statunitense in coerenza con le idee della "vecchia sinistra" italiana che ha fornito le basi per la nascita dell'attuale PD e della Lega Nord, partito che si è sempre contraddistinto per l'opposizione geopolitica al dominio della NATO e alle guerre "umanitarie" scatenate per volere dell'imperialismo statunitense.