La CIA (Central Intelligence Agency) avrebbe ricevuto in questi giorni l'ordine dal presidente Obama di organizzare un cyber-attacco senza precedenti allo storico avversario geopolitico,la Russia.Quest'ordine pare sia stato dato per rispondere alle interferenze di Mosca nella corsa alle presidenziali statunitensi. Questo è quanto riportato da un'esclusiva della tv americana NBC, che cita come fonti alcuni informatori dell’intelligence USA.

L'agenzia di stampa russa Tass ha riportato che, tramite le parole del consigliere del Cremlino Iuri Ushakov, Mosca si è dichiarata pronta a rispondere ai piani dell'agenzia americana, aggiungendo chel'atteggiamento statunitense è al limite della villania.

Sempre secondo la NBC, la CIA avrebbe ricevuto incarico di presentare al governo diverse tipologie di operazioni clandestine per un attacco informatico atto a creare disagio, imbarazzo e problematiche varie alla leadership russa.Non sono stati però svelati, nel dettaglio, gli eventuali obiettivi di questo cyber attacco. Ad ogni modo, sembra proprio che i servizi segreti americani abbiano avviato i lavori per portare a termine quest'operazione. Si tratta di un ulteriore momento di tensione che va ad aggiungersi ad una fase piuttosto complessa,per quanto riguarda gli attuali rapporti fra Usa e Russia.

L'ambasciatore russo all'ONU, Vitaly Churkin, ha tuonato durante un suo intervento, sostenendo che l'attuale tensione con la superpotenza statunitense sarebbe anche peggiore della guerra in Medio Oriente del 1973.In quegli anni emerse una minaccia concreta di una guerra tra l'URSS - che dava manforte agli arabi - e gli Stati Uniti che da sempre hanno collaborato con Israele.

La situazione generale, dunque, ora sarebbe addirittura peggiore di quegli anni. Per fortuna, a differenza di allora, oggi la diplomazia lavora in maniera diversa e più continuativa, risolvendo molto spesso problematiche che, durante il periodo della guerra fredda, non potevano essere nemmeno affrontate.

Churkin, proseguendo nel suo intervento, ha elencato tutta una serie di situazioni e dinamiche che hanno portato i rapporti bilaterali ad un deterioramento: dall'allargamento della Nato a Oriente, ai problemi che hanno portato alla rivoluzione in Ucrainache, secondo il diplomatico, sarebbe uncolpo di Stato appoggiato dagli USA, fino ad arrivare agli attuali problemi in Siria.

Mosca, sostiene l'ambasciatore russo, vorrebbe però tornare a normalizzare i rapporti con gli Stati Uniti e, per fare ciò, confidano nel cambio di amministrazione.

La predisposizione al dialogo da parte della Russia sarebbe stata confermata anche qualora fosse rimasto Barack Obama alla Casa Bianca, ma ciò è impossibile perché vietato dalla Costituzione americana. Secondo ildiplomatico russo, una porta aperta per dialoghi, accordi diplomatici e per un ritorno alla normalità c'è e continuerà ad esserci. Ora rimane da capire cosa faranno nei prossimi giorni gli Stati Uniti d'America.

Ricordiamo, infine, che nelle prossime ore l'Italia schiererà in Lettonia, al fianco delle truppe della coalizione Nato, 140 soldati italiani. Questa decisione ha generato ulteriori tensioni, con il presidente russo Vladimir Putinche si è dimostrato contrariato dalla politica estera attuata dal Governo Renzi.