“Una bambina che muore è un angelo che torna da Dio”. Parole di speranza quelle del parroco di Sinnai che ieri, domenica, ha celebrato il funerale della piccola Sofia, la bimba morta tragicamente alla Metro di Elmas dopo essere stata investita da un pallet carico di cartoni per la pizza che le ha tolto la vita. Nella chiesa di Santa Barbara, a Sinnai, erano migliaia le persone che stavano accanto ai familiari. La piccolissima bara bianca sembrava quasi irreale. Lacrime, incredulità per una tragedia che non ha precedenti.
Mamma e papà
La mamma Valentina, in dolce attesa, e il papà Alessio erano in prima fila.
Uniti come sempre e più di prima. Anche il sindaco del paese, Matteo Aledda, era presente alla funzione religiosa. Lui ha deciso di dichiarare il lutto cittadino “perché a memoria d’uomo – ha ricordato – nel nostro paese non si ricorda una disgrazia del genere”. Durante la messa il parroco, Don Giovanni Abis, ha ricordato “quanti bambini innocenti muoiono ogni giorno nel mondo ma noi – ha assicurato il sacerdote – dobbiamo insistere ed andare avanti con la certezza che con la fede non siamo mai soli”.
Una tragedia inspiegabile
Le indagini della Procura della Repubblica di Cagliari sono ancora in corso. Per ora nel registro degli indagati non è ancora iscritto nessuno. Anche perché dovranno essere esaminati i filmati del circuito interno per cercare di chiarire cosa sia accaduto quel giorno maledetto, venerdì.
I genitori della piccola sono stati già ascoltati dai Carabinieri. La mamma Valentina, assistita dal marito Alessio che non la lascia stare sola nemmeno un momento, ha raccontato ai militari quegli attimi concitati.
Erano tutti insieme nella corsia, come spesso accadeva quando andavano a fare la spesa. Lei stava spingendo il passeggino con la bimba. Poi si è sentito un rumore secco e il botto. Il resto è solo un incubo. Anche i responsabili dell’ingrosso “Metro” stanno cercando di fare chiarezza. Sono stati infatti nominati dei consulenti che dovranno chiarire cosa sia accaduto nella corsia “6A” del grande magazzino quel maledetto venerdì.