Il delitto di Garlasco non sarebbe stato del tutto risolto. Ufficialmente ad essere condannato per questo omicidio commesso il 13 agosto del 2007 è Alberto Stasi, all'epoca fidanzato di Chiara Poggi, che è stato condannato a 16 anni di carcere. Tuttavia, alcuni dettagli non sono mai quadrati fino in fondo. La procura di Pavia ha accolto l'esposto presentato da parte della mamma di Alberto Stasi.

Nuova inchiesta sul processo di Garlasco

La nuova inchiesta sulla morte di Chiara Poggi vede un nuovo indagato: un amico del fratello della vittima. Stando ai risultati della perizia condotta dalla difesa, sotto le unghie di Chiara sarebbero state trovate alcune tracce del suo Dna.

Ed è proprio sulla base dei risultati di questa perizia che la famiglia di Stasi ha richiesto la riapertura del processo. La novità è emersa a seguito delle analisi condotte da un genetista, sulla base dell'incarico che gli è stato assegnato dagli avvocati dello studio Giarda (i legali che assistono la famiglia Stasi).

Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, l'alibi che venne fornito allora dal ragazzo, che oggi ha 38 anni, presenterebbe anomalie e incongruenze. Sempre sul Corriere della Sera si legge che Elisabetta Ligabò, madre di Alberto, ha messo a disposizione del giornale i risultati delle nuove analisi.

Il processo per il delitto di Garlasco ha conosciuto molte ombre ed incertezze ed a quanto pare non è stato ancora chiarito del tutto quanto è accaduto quella sera del 13 agosto del 2007.

D'altronde Alberto Stasi prima di essere condannato dalla corte di Cassazione con sentenza definitiva a 16 anni di carcere il 12 dicembre del 2015, è stato assolto per due volte.

La madre Elisabetta ha sempre creduto all'innocenza del figlio, sostenendo che Alberto non avrebbe mai potuto uccidere Chiara perché si amavano troppo. L'avvocato Gianluigi Tizzoni che difende la famiglia Poggi invece ha riportato le parole di Rita Preda, madre di Chiara, secondo cui in merito all'esito di questi esami che hanno portato alla scoperta del Dna non attribuibile a Stasi, non sarebbe emerso alcun elemento di verità a seguito di questi ulteriori accertamenti.

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