Se vi aspettate notizie sensazionali sul pianeta rosso sul quale nel 2024 è previsto il primo sbarco di un contingente umano per avviarne la colonizzazione, circa la possibilità d'incontrare alieni in carne ossa, allora la delusione sarà forte. Ma il nuovo studio sulle rocce di Marte fatto da un'equipe italiana, dice che la vita c'è o per lo meno c'è stata e a lungo sull'affascinante pianeta perché ha evidenziato tracce di microbi e batteri fossili e una straordinaria affinità tra le strutture geologiche osservate su Marte e le sedimentazioni terrestri costituite da microrganismi. Quindi è corretto dire che al momento gli 'alieni' che popolano Marte hanno la forma di fossili e sedimenti.

Può bastare? E' stato grazie all'osservazione delle foto scattate dai rover della Nasa dai nomi evocativi, Opportunity, Spirit e Curiosity, chei ricercatori italiani hanno condotto questo decisivo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica, International Journal of Astrobiology.

La vita extraterrestre si fa desiderare

Nicola Cantasano e Vincenzo Rizzo, questo il nome dei ricercatori dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche di Cosenza (Isafom-Cnr), sono arrivati alla conclusione che ci sono sorprendenti analogie non solo rispetto ai microbialiti terrestri (rocce costituite da batteri), ma anche nelle tracce attribuibili alla produzione batterica di gas e gelatine adesive altamente plastiche. Inoltre, per non lasciare niente di intentato, lo studio ha evidenziato tale affinità non solo sul piano microscopico, ma anche meso e macroscopico.

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Già dal 2009 la ricerca si era andata orientando in questa direzione, ma lo studio è l'evoluzione di una ricerca dello scorso anno pubblicato sull'International Journal of Aeronautical and Space Sciences. Insomma se sulla superficie del 'gettonatissimo' Marte, fonte d'ispirazione sempre nuova per la letteratura come per il cinema (avete presente The martian di Riddley Scott?), si è creduto di vedere un po' di tutto, questa ricerca toglie di mezzo qualsivoglia 'pareidolia', ovvero quell'illusione del nostro cervello per cui crediamo di riconoscere oggetti familiari in immagini dalle forme confuse. Le sorprendenti analogie tra rocce marziane e terrestri esistono e non sono semplici coincidenze. Forse però Marte, per via delle temperature rigidine e dell'acqua presente solo sotto forma di vapore o di ghiaccio, è un equivalente terrestre piuttosto inospitale. Per trovare vita intelligente, sogno finora troppo 'proibito' per qualsivoglia astrofisico e astrobiologo, bisogna volgere lo sguardo più lontano verso i pianeti extra-solari. E non è che l'inizio di un'altra storia, infinita.