Era pronta a ripartire per raggiungere le truppe del Califfato. Giovanissima, era già stata in Siria con il marito. Lara Bombonati, 26 anni, era tornata in Italia dopo essere stata espulsa dalla Turchia e stavolta, gli inquirenti italiani ne sono sicuri, si preparava ad andare ad arruolarsi nelle file dell'Isis. La presunta 'foreign fighter' italiana, prelevata la scorsa notte dalla Digos su richiesta della procura distrettuale di Torino che la teneva d'occhio da parecchio tempo, a Garbagna, borgo sulle colline di Tortona in provincia di Alessandria, è stata trasferita nel carcere torinese Le Vallette.

Convertita all'Islam, pronta a commettere azioni violente

Nata a Milano, cresciuta tra Piemonte e Lombardia, Lara Bombonati da almeno tre anni si era convertita all'Islam, radicalizzata, aveva cambiato il suo nome italiano con quello di Khadija, aveva iniziato a indossare il velo integrale ed ora sarebbe stata pronta a sacrificare la sua vita per la causa dell'Isis con il marito Francesco Cascio, originario di Trapani, radicalizzatosi anche lui e diventato 'Muhammad', misteriosamente scomparso in Siria. Ma questo non è ancora nulla: la procura di Torino l'accusa di associazione finalizzata al terrorismo internazionale e di far parte del battaglione qaedista. Gli inquirenti l'hanno arrestata come 'indiziata di delitto' perché certi che stesse per ripartire, pronta a commettere attacchi violenti con finalità di terrorismo.

Per la procura fa parte di un gruppo terroristico con presenze in Italia

La donna sarebbe entrata in contatto con alcuni soggetti maghrebini, forse per via di una relazione sentimentale, e sarebbe affiliata al gruppo terroristico Ha’yat Tahrir Al-Sham, capeggiato da Abu Mounir. L'organizzazione per la liberazione del levante, nata dalla fusione di 4 formazioni minori il 28 febbraio 2017, ha rivendicato gli attentati contro strutture civili e militari a Homs e Damasco. Lara si sarebbe già messa a disposizione dei fratelli combattenti come "staffettista", fornendo aiuto alle famiglie dei combattenti rimasti uccisi e accompagnando il leader nelle "missioni". Sarebbero coinvolti altri soggetti al vaglio degli inquirenti.

Un dato allarmante che farebbe pensare a una penetrazione jihadista in Italia più estesa del previsto. L'inchiesta è coordinata dal procuratore capo Armando Spataro e dal sostituto Antonio Rinaudo.

ll marito sarebbe morto combattendo in Siria 'da martire'

La morte del marito sarebbe stata rivelata proprio da Lara Bombonati nel corso di una telefonata intercettata dagli investigatori. La coppia, prima di partire per la Turchia, aveva detto ai genitori che sarebbero andati a studiare il Corano. Poi di loro si era persa ogni traccia e i familiari ne avevano denunciato la scomparsa il 13 ottobre 2016. Lo scorso inverno, Lara è tornata a Tortona presso l'abitazione della sorella gemella. Era stata arrestata in Turchia ed espulsa.

L'ultima sua residenza accertata è a Istanbul. Dalla Turchia con il marito erano partiti per andare nei territori di guerra in Siria. Ma Francesco-Muhammad sarebbe morto in qualche fronte di guerra siriano. Lei stessa, tornata a casa, avrebbe raccontato a un familiare che era morto "da martire". Con il marito era stata addestrata a non parlare e a sopportare il rischio di essere ammazzata. Trasferita nel reparto alta sicurezza del carcere Le Vallette, ci ha tenuto a dire: "Sono musulmana".