In una prigione del Nevada, il 14 novembre il condannato Scott Raymond Dozier, 46 anni, su sua richiesta e per concessione di un giudice, verrà messo a morte tramite una iniezione di sostante mortali. Il condannato avrebbe preferito la fucilazione ma lo Stato ha deciso diversamente. Quello che ora fa discutere è l’uso inedito di alcune sostanze per preparare il cocktail letale. Le sostanze sono tre, il Fentanyl il Diazepam e il Cisatracurium.
Il condannato che dice basta
In tutta Europa la pena di morte è ormai abolita da anni così come in altri 120 Stati su 200 del mondo.
Anche in diversi Stati americani la pena di morte è stata abolita ma in alcuni è ancora vigente: questo fa sì che gli #Stati Uniti siano l'unico paese in occidente dove la pena di morte non è stata ancora abolita.
Spesso però la condanna non viene mai eseguita, assicurando così un abolizione di fatto. Ma la condizione di attesa finisce per sfinire il condannato che, in un caso su dieci, rinuncia a qualunque forma di difesa e chiede di essere messo a morte, il prima possibile (esecuzioni volontarie).
Può sembrare strano ma sono proprio questi casi di “libera scelta” a tenere impegnato il boia. L’ultimo caso in discussione è nello Stato del Nevada, Scott R. Dozier, condannato in via definitiva per un efferato omicidio commesso 15 anni fa e in attesa dell’esecuzione che, come detto, a volte viene rinviata senza escludere la possibilità che non venga mai eseguita.
Dozier non ha voluto più attendere - sensi di colpa, sfiducia nella #giustizia o il non voler sopportare più questa condizione, l’hanno portato a chiedere l’esecuzione. Concessa da un giudice ed ora in programma per metà novembre.
Nel tempo, le condanne a morte sono state eseguite con varie tecniche come impiccagione, fucilazione o sedia elettrica, giusto per citarne alcune tra le più note. Tutte tecniche ritenute cruenti e per questo abolite, lasciando come unica opzione l’iniezione di un cocktail di sostanze velenose. Ma negli ultimi anni le aziende produttrice (farmaceutiche) si sono rifiutate di mettere a disposizione queste sostanze per questa finalità. Per aggirare questa situazione, le autorità sono alla ricerca di nuove sostanze reperibili normalmente.
Da qui nasce la decisione di usare farmaci noti e impiegati comunemente a fini terapeutici, ovviamente a dosaggi e modalità tali da essere letali ma in grado di assicurare una morte dignitosa e non cruente.
Tra morte per overdose e condanna a morte
Quello degli oppioidi è davvero una storia curiosa. Ogni giorno negli Stati Uniti 91 persone perdono la vita a causa di una overdose da oppioidi come l’eroina.
Lo Stato investe enorme risorse per contrastare questo fenomeno. Adesso, lo stesso Stato, deve ricorrere alle stesse sostanze per indurre la morte. Il cocktail che, per la prima volta, a novembre verrà usato nella prigione dello Stato di Ely (Nevada) per il caso Scott Dozier, contiene appunto un potente oppioide sintetico, il Fentanyl, la cui attività analgesica è 100 volte quella della morfina.
Completa la miscela un potente miorilassante, il Cisatracurium, e un sedativo, il Diazepam, meglio conosciuto con uno dei suoi nomi commerciali più diffuso, Valium.
La scelta quindi dell’oppioide Fentanyl come sostanza letale è arrivata dopo che lo Stato ha preso atto che non disponeva di altri farmaci per l’iniezione letale, a causa dell'opposizione delle aziende farmaceutiche. Ma essendo questo un uso inedito a scopo letale, di fatto rende questo condannato una cavia su cui osservare gli effetti.
Gli esperti sostengono che la miscela proposta è da considerarsi “dignitosa” in quanto non dovrebbe far soffrire il condannato: il Diazepan indurrà il sonno nel condannato che quindi non avvertirà l’azione del farmaco letale, il Fentanyl agirà in combinazione con il Cisatracurium - potente miorilassante che induce una paralisi muscolare transitoria.
In questo contesto, entrambi andranno a favorire il blocco respiratorio.
Si può anche restare perplessi nel vedere sostanze normalmente impiegate per lenire sofferenze di ogni tipo, poi essere impiegate per indurre la morte. Ma è ampiamente noto che qualsiasi sostanza, anche la stessa acqua, se ingerita in grosse quantità può essere letale. Quindi il dibattito più che su questo fronte viene sviluppato sul ruolo di “cavia” del condannato. Comunque al momento non si può escludere nulla. Non ci resta che attendere come andrà a finire sperando che, prima o poi come segno di civiltà, la condanna a morte venga abolita in tutto il pianeta.