E' la testimonianza di un ragazzo del Camerun, registrata dallo staff della nave 'Aquarius' gestita dalla 'SOS Mediterranée', a rivelare l'atroce destino di un gommone a largo del Mar Mediterraneo. I superstiti al termine delle operazioni di soccorso sono stati 83. Le persone restanti, morte o disperse. In particolare, 3 donne sono decedute nonostante gli interventi di Medici Senza Frontiere. Tra la ventina di dispersi in mare - che ancora si continua a cercare - risultano esserci anche dei bambini.

Le complicazioni del salvataggio e gli aggiornamenti sugli sbarchi

Come affermato dal team dell'Aquarius, il salvataggio del gommone affondato nel Mar Mediterraneo è stato più difficile e complicato del previsto. Avvistata l'imbarcazione con a bordo i profughi, la nave ha cercato di avvicinarsi il più possibile, senza successo. La Guardia Costiera libica, infatti, ha frenato le operazioni dell'Aquarius, impedendo così un'iniziale operazione di soccorso. Attendendo così il procedere delle onde, sono riusciti a intervenire solo in seguito, quando ormai era difficile recuperare immediatamente i superstiti caduti dal gommone in questione.Nonostante queste difficoltà, nel giro di 24 ore si è riusciti a salvare la bellezza di 800 persone.

Ma per farlo si sono rese necessarie ben 5 operazioni ia mare.

Questa giornata rappresenta un picco nella scala delle migrazioni e degli sbarchi dei profughi sinora registrati. Basti pensare al 2017: nell'anno appena trascorso, si è registrata una diminuzione del fenomeno del 33 per cento. I migranti giungevano in prevalenza in Sicilia, ma rispetto alle grandi ondate tra il 2014 e il 2016, lo scorso anno è stato di assestamento generale, anche per via di rinnovate prese di posizione da parte dell'Europa e diversi dialoghi tra i paesi, ma anche dalle 'barricate' anti-profugo create da diverse nazioni del continente.

A tutta la vicenda, infatti, va aggiunta un'intensa attività Politica attorno a questo fenomeno. Tra le ultime uscite dei leader italiani, anche Emma Bonino, radicale e guida del neonato partito +Europa, ha dichiarato che senza il lavoro dei profughi, nessuno coglierebbe più i pomodori. Un'affermazione molto forte, ma che sottolinea l'importanza di una simile manodopera, laddove viene sfruttata nella maniera più crudele e spietata.

Perché se il gommone non affonda e riescono a raggiungere una costa europea, queste persone sono propense ad accettare qualunque incarico pur di restare. Anche raccogliere pomodori per pochissimi euro alla settimana.