Il leader di Forza italia Silvio #berlusconi non è d'accordo a chiudere le moschee, al ritorno della leva obbligatoria e schiaccia l'occhio ad Antonio Tajani, che lo vedrebbe alla guida del paese e ricoprire la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri. Queste le principali tematiche affrontate questa mattina a Circo Massimo su Radio Radical, ospite del giornalista, scrittore e conduttore televisivo Massimo Giannini, affiancato da Jean Paul Bellotto. Ancora distanze, quindi, all'interno della colazione del centro destra, in particolare tra il Cavaliere e il leader della Lega Matteo Salvini. Temi e argomenti che probabilmente non avranno mai un punto di incontro.

Berlusconi ha ricordato [VIDEO] durante il programma radiofonico il numero sempre più crescente di furti nel paese. Però ha voluto puntualizzare che lui non parla mai di "cacciare" ma di "rimpatriare". Riguardo l'immigrazione ha detto che solo il 5% dei clandestini (in totale sono seicento trentamila) si trova in uno status di rifugiato (solo 1 su 20).

I cittadini stranieri che vivono in Italia in gran parte sono ortodossi, musulmani e cattolici

Secondo quanto riportano i dati di un report 2015 dell'Istat (l'Istituto nazionale di statistica, ente pubblico di ricerca), nel biennio 2011-2012 la maggior parte dei cittadini stranieri dai sei anni in su (56,4%, poco più di due milioni cinquantasei mila persone) sono di fede cristiana. In particolare, il 27% ortodossi, il 25,1% cattolici e il 2,7% protestanti.

Poco più di uno su quattro è di fede musulmana (26,3%). I buddisti arrivano alla soglia del 3%. Tutte le altre religioni il 5,6%. Infine gli stranieri che si dichiarano atei rappresentano il 7,1%.

Religioni che trovano tra gli stranieri il maggior numero di seguaci in Italia e differenze di genere ed età

In genere questi appartengono ad una stessa comunità. Per esempio quelli che professano la religione ortodossa, che trova nei cittadini di origine rumena gran parte dei fedeli stranieri (62,2%). Numeri quasi uguali per i buddisti, provenienti principalmente dalla Cina (63,8%). Discorsi diverso, invece, per le altre principali confessioni religiose, come i musulmani. Questi ultimi provengono da diversi paesi: Marocco (34,8%), Albania (15,3%), Tunisia (8,3%), Egitto, Pakistan, Bangladesh, Macedonia e Senegal (con numeri compresi tra il 6% e il 5% per ognuno). I cattolici provengono invece dalla Romania (11,7%), Albania (10,7), Repubblica delle Filippine (10,2%), Polonia (8,9%), Perù (8,1%) ed Ecuador (7,1%).

Anche la differenza di genere si riflette sulle varie appartenenze religiose. Tra i musulmani, per esempio, gli uomini rappresentano il 33,1% mentre le donne il 20,4%. Discorso opposto per gli ortodossi, con il 31% delle donne e il 22,2% degli uomini e i cattolici, con il 28% di donne contro il 21,8% degli uomini. Per quanto riguarda la diversa struttura di età, quasi la metà dei ragazzi stranieri tra i sei e i ventiquattro anni è di fede cristiana. Di questi, il 23,2% tra i sei e i diciassette anni sono cattolici e il 25,6% tra i diciotto e i ventiquattro anni sono ortodossi. Uno su tre invece professa la religione musulmana. Sopra i venticinque anni il 59% sono cristiani.

Religione alla quale i genitori educano i figli

Dati importanti da sottolineare sono i bambini che seguono la religione musulmana (41%, circa centosettanta mila). A seguire troviamo i cristiani (37,4%, circa centocinquantasei mila), soprattutto cattolica (18,8%) e ortodossa (15,2%). Non arriva neanche al dieci percento l'orientamento verso altre dottrine religiose. Infine il 6,3% non ricevono nessuna educazione religiosa. #Elezioni politiche