La violenza razzista continua a riempire le pagine dei giornali, una violenza che si rivolta sullo straniero, sull'"invasore", a cui tanti danno lo stesso nome: "terrorista". Il caso di Macerata, insieme all'odio razzista e ad alcune propagande elettorali, sono riusciti ad innescare una vera e propria bomba sociale, in cui prevarica una sola soluzione: "la vendetta fai da te", l'enorme desiderio di punire tutti i migranti.

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È successo ancora, questa volta a Pietraperzia, un paese in provincia di Enna, altri colpi di arma da fuoco provenienti da un fucile a pallettoni sono stati sparati contro una casa canonica che in questi giorni ha ospitato circa una ventina di "stranieri".

Ancora intimidazioni contro i migranti

È successo a Pietraperzia la notte scorsa, ad essere colpita dalla "folle punizione razzista" una casa canonica che da poco tempo ospita circa venti migranti provenienti dal Blangadesh, tutti ragazzi che hanno compiuto da poco la maggiore età.

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Fortunatamente non ci sono stati feriti, solo tanta paura e vetri rotti. Il centro di accoglienza preso di mira fa parte dell'associazione "Don Bosco 2000". Gli operatori e gli ospiti stranieri sono ancora scioccati e impauriti, non solo per il pensiero che sarebbe potuto accadere qualcosa di peggio ma soprattutto per il timore che altri "vendicatori" possano colpire ancora. Il presidente dell'associazione Don Bosco 2000, Agostino Sella, è molto preoccupato per l'accaduto e dichiara: "Gli operatori che gestiscono il centro e che si occupano quindi dell'integrazione di questi ragazzi, sono molto impauriti dall'intimidazione della notte scorsa, un gesto violento alimentato soprattutto dalle campagne di propaganda politica che sta usando il tema della migrazione per ottenere più voti".

L'opera di accoglienza continua, il bene avrà la meglio sul male

Il presidente Angelo Sella ha fatto sapere quanto successo tramite un messaggio scritto sulla pagina del gruppo "Don Bosco 2000", nel quale viene anche spiegato che l'associazione sta collaborando con altri centri e comunità locali con lo scopo di aiutare sia l'integrazione dei migranti, sia di riuscire a creare un dialogo costruttivo con la gente del posto, proprio per evitare che il razzismo si diffonda.

Sono stati tantissimi infatti i cittadini di Pietraperzia che volontariamente si sono presentati al centro proponendo il loro aiuto e rendendosi quindi disponibili a interagire con i ragazzi. Il presidente dichiara inoltre: "noi continuiamo ad occuparci di queste persone, continuiamo con la nostra opera di accoglienza, certi che il bene avrà la meglio sul male".

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