Peggio anche di Columbine strage avvenuta il 20 aprile 1999, quello di ieri, 14 febbraio 2018, in Florida è il più grande massacro in un liceo della storia americana, fra i primi 10 con più vittime.

Orrore a Marjory Stoneman Douglas

Quello di ieri in Florida è ancora un incubo che coinvolge dei minori, e sarà ricordata come la strage del liceo Marjory Stoneman Douglas di Parkland. Una scuola con più di 3mila studenti di cui ieri hanno perso la vita 17 persone. La maggior parte studenti come ex studente della scuola era anche il killer. Nikolas Cruz, 19 anni, era stato espulso proprio per i suoi comportamenti aggressivi che i suoi ex compagni descrivono con chiarezza: “era ossessionato dalle armi” hanno detto alcuni di loro.

L'evacuazione:

Il Killer

Nei suoi social e nel suo computer sono strati ritrovati dei contenuti definiti dalle autorità “disturbanti” come evidentemente disturbato era Cruz che, però è riuscito a procurarsi con estrema facilità un fucile d’assalto AR15 e non solo.

Dalle prime ricostruzioni, il giovane sarebbe entrato nella sua ex scuola indossando una maschera antigas avrebbe quindi gettato dei fumogeni e attivato l’allarme antincendio per far uscire i ragazzi dalle classi e colpirne quanti più possibile.

La cattura

Alla fine è stato catturato poco lontano l’edificio e non ha opposto resistenza all’arresto.

Nikolas Cruz in un primo momento è stato trasportato all’ospedale in stato di shock per poi da lì essere trasferito in carcere. Ora gli inquirenti attendono di conoscere da lui le ragioni di questo folle gesto, se ragioni o ragione ci può essere.

Nell’ennesimo episodio di violenza che coinvolge delle armi, in un paese dove anche dopo le stragi più atroci, non si riesce a fare una regolamentazione che possa almeno limitare la compravendita di armi automatiche o quantomeno inasprire i requisiti necessari per acquistarne e possederne una.

Il tweet del presidente

Da parte sua, il presidente degli stati uniti Donald J.Trump, via twitter ha espresso la sua vicinanza alle famiglie delle vittime, sottolineando che nessun bambino o professore dovrebbe mai sentirsi in pericolo in una scuola americana.

Parole, quelle del presidente Trump, che stridono con la frequenza con cui questi episodi avvengono, ormai negli ultimi mesi a ritmo di uno a settimana.

E mentre la politica tarda a dare risposte concrete e regolamentare il commercio del terrore, nelle scuole, e non solo, d’America si continua a morire.

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