Le prove generali di disgelo tra Corea del Nord e Stati Uniti, pur tra mille incognite, proseguono. Ed in questo quadro assolutamente inedito della politica internazionale, impensabile fino agli ultimi mesi del 2017, i negoziati si estendono a 360 gradi. Secondo alcune indiscrezioni, la Svezia potrebbe ospitare l'atteso faccia a faccia tra Kim Jong-un e Donald Trump, ipotesi alimentata dalla recente visita del ministro degli esteri, Ri Yong-ho, nel Paese scandinavo.

Secondo ulteriori indiscrezioni, un rappresentante del governo nordcoreano potrebe incontrare un funzionario americano in Finlandia, nei prossimi mesi, allo scopo di preparare il terreno allo storico bilaterale. Ma la questione del nucleare nordcoreano non è l'unico argomento sul tavolo. Le ultime notizie annunciano la disponibilità di una trattativa, da parte di Pyongyang, per liberare tre cittadini statunitensi attualmente detenuti in Corea del Nord.

I detenuti americani

Nello specifico, si tratta di tre americani di origine coreana: i loro nomi sono Kim Hak-song, Kim Sang-duk e Kim Dong-chul. Si trovano rinchiusi nelle carceri nordcoreane dopo essere stati incriminati dal locale tribunale in tre distinti procedimenti giudiziari. Stando all'indiscrezione fornita da Mbc TV, a condurre inizialmente il negoziato è stata la delegazione di Pyongyang alle Nazioni Unite con il dipartimento di Stato USA.

A rafforzare la credibilità di questa fonte anche la Cnn che ha riferito che il possibile rilascio dei tre detenuti è stato citato nel corso degli incontri avuti a Stoccolma dal ministro degli esteri nordcoreano con i vari funzionari del governo svedese. La missione ufficiale di Ri Yong-ho in Svezia è durata tre giorni e si è conclusa lo scorso 17 marzo.

Il canale segreto

Le ultime notizie rilasciate dalla stampa internazionale confermerebbero inoltre ciò che viene sospettato da tempo: l'esistenza di un canale segreto di comunicazione tra Washington e Pyongyang.

Secondo CBS News, infatti, le agenzie dei servizi segreti americani hanno stabilito un contatto non ufficiale con la Corea del Nord. Gli sforzi principali in tal senso sono stati condotti dalla CIA a conferma della 'diplomazia silenziosa' in atto da tempo tra i due Paesi. In questo contesto avrebbe un significato ben preciso la recente nomina dell'ex direttore della principale agenzia di intelligence statunitense, Mike Pompeo, al ruolo di segretario di Stato.

In attesa della prossima mossa nordcoreana

Dalla Corea del Nord sono giunti segnali positivi e la missione scandinava di uno dei fedelissimo di Kim Jong-un è certamente significativa in tal senso. Ma dopo l'invito trasmesso dal leader per un incontro con Trump, contenuto in una lettera recapitata direttamente al presidente degli Stati Uniti, e la risposta affermativa di Trump (pur tra qualche tentennamento iniziale, ndr), non c'è stata alcuna controreplica ufficiale da parte di Pyongyang.

Secondo la visione del ministro degli esteri sudcoreano, Kang Kyung-wha, Kim Jong-un sta accuratamente analizzando la situazione. Il rappresentante del governo di Seoul ha definito la decisione di Trump di accettare il confronto personale con Kim "estremamente coraggiosa". Lo stesso Kang, intervistato dalla CBS, ha citato l'esistenza di un 'canale per la comunicazione'.

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