tiangong1 ha cominciato a girare sempre più velocemente, e compie una rotazione completa ogni 2.40 minuti. Le condizioni dell'atmosfera sono apparentemente tranquille e nelle ultime 48 ore, i movimenti del veicolo non hanno subito variazioni.
Lo conferma Luciano Anselmo, parlando a nome dell'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione "A.Faedo": il "Palazzo Celeste" si sta comportando secondo previsione e sta "sorvolando le nostre teste" ad una velocità complessiva di 28 mila km/ora, a 200 km di quota.
I rischi concreti
La lunghezza complessiva della stazione spaziale, è di 10,5 metri con una massa di 8.5 tonnellate: secondo il CNR, i rischi potenziali sono di due tipi: meccanico e chimico.
Il primo rischio deriva dal possibile urto di grossi frammenti a elevata velocità con veicoli in movimento, strutture e persone all'aperto. Il rischio chimico invece, basato sulle stime del CNR, riguarda il contenuto di Tiangong1, perché a bordo dovrebbero esserci ancora 230 kg di tetrossido di azoto e 120 kg di monometilidrazina, entrambe sostanze molto tossiche per l'essere umano, e non si sa se sono allo stato liquido o solido.
La traiettoria di Tiangong1
Premesso che il rientro della stazione spaziale potrebbe avvenire in qualunque località del pianeta compresa tra i 43 gradi di latitudine sud e i 43 gradi di latitudine nord, le previsioni attuali ci dicono che la stazione passerà sopra l'Italia venerdì 30 marzo alle 06:20 e sarà pienamente visibile in tutto il Sud Italia, perché essa sarà al pari di una stella e splenderà nel cielo.
Nel centro Italia invece, Tiangong1 sorvolerà basso l'orizzonte e avrà quindi una luminosità nettamente ridotta. Al Nord invece, su cui si riferisce un possibile passaggio il 2 aprile, sarà completamente invisibile.
La stazione ora è a 200 km di quota, a 200 km di distanza dal pianeta terra e sta perdendo rapidamente energia, scendendo ad un ritmo di 5 km al giorno, in un orbita non circolare: Tiangong1 quindi sta scendendo abbastanza in fretta. Ci sono però ancora numerose variabili da prendere in considerazione secondo Anselmo: il rientro potrebbe anche venir anticipato ad esempio da tempeste geomagnetiche non previste, come potrebbe diventare un veicolo aerodinamico, a seconda di come il veicolo si orienta nello spazio durante la caduta.
Intanto gli studiosi della Sardegna, monitorano attentamente la traiettoria di Tiangong1 attraverso l'utilizzo di nuovi e sensibili sensori e software di elaborazione dati, per comprendere come eventuali "detriti spaziali" siano una reale minaccia. La stazione una volta raggiunta l'atmosfera, prenderà fuoco, quindi è sufficiente pensare che un'eventuale collisione con un frammento di solo un centimetro abbia l'effetto dell'esplosione di una bomba, dato che la stazione viaggia alla velocità di 10 km/sec al secondo.