Sui social ormai imperversa l’hashtag #BoycottStarbucks. Infatti una bufera senza precedenti si è scatenata contro la famosa catena di caffetterie per un episodio avvenuto in un locale di Philadelphia. A scatenare la protesta sul web è stato l’arresto senza un apparente motivo di due afroamericani entrati nel negozio, che si sono seduti a un tavolo senza consumare nulla. Questo loro atteggiamento avrebbe innervosito i dipendenti. Nel momento in cui uno dei due ha chiesto di usare la toilette riservata ai clienti, il responsabile dello Starbucks ha chiamato il numero di emergenza 911 per far cacciare i due uomini; subito sono arrivati alcuni agenti in bicicletta che, dopo una breve discussione con i due e il loro rifiuto di andarsene via, hanno deciso di arrestarli.
Le immagini dell’arresto diventano virali
La scena è stata ripresa dai telefonini degli altri clienti presenti. Nei video si nota come in diversi abbiano protestato per l’arresto, visto che gli afroamericani non avevano fatto nulla di male. Subito le immagini dei due in manette hanno fatto il giro degli Stati Uniti, dove la questione della discriminazione razziale verso le minoranze è sempre molto accesa. In particolare ha fatto scalpore che i due arrestati non fossero di certo dei malintenzionati, ma avessero un appuntamento d’affari con un terzo uomo, per giunta bianco. Nell’attesa che quest’ultimo arrivasse nel locale, non avevano ordinato ancora niente; ma questo loro comportamento deve essere stato frainteso dagli impiegati dello Starbucks.
“Se fossero stati bianchi non sarebbe successo nulla” è stata l’osservazione ripetuta sui social da molte persone, indignate per l’accaduto.
Polizia e Starbucks si rimpallano la responsabilità
Così la catena di locali si è trovata a doversi difendere dalle accuse di discriminazione e razzismo. È dovuto scendere in campo lo stesso Ceo dell’azienda, Kevin Johnson, che si è scusato, dichiarando che si farà in modo che un episodio del genere non accada mai più. Ma la sua risposta ha generato altre polemiche perché, nel tentativo di salvaguardare l’immagine della compagnia, il manager ha scaricato le colpe sui poliziotti intervenuti, assicurando che non era intenzione del direttore del negozio far arrestare i due clienti.
Questo rimpallo di responsabilità ha generato l’immediata reazione delle forze dell'ordine, con la risposta del commissario Richard Ross, afroamericano anche lui, che ha spiegato come gli agenti si siano comportati seguendo le regole e facendo il loro dovere. Infatti, dopo essere stati chiamati dal responsabile dello Starbucks, sono intervenuti per chiedere ai due di abbandonare il locali; al loro cortese ma fermo rifiuto non hanno potuto far altro che arrestarli, perché questa è la prassi per ogni locale pubblico in cui ci siano dei clienti sgraditi. Comunque le scuse e i chiarimenti per ora non sembrano aver fermato la campagna di boicottaggio da parte dei molti che hanno giudicato insufficienti queste giustificazioni.
We apologize to the two individuals and our customers for what took place at our Philadelphia store on Thursday. pic.twitter.com/suUsytXHks
— Starbucks Coffee (@Starbucks) 14 aprile 2018