Il fatto è noto: ieri, 23 aprile 2018, per la prima volta in Italia, il sindaco M5S di Torino, Chiara appendino, ha trascritto all’Ufficio Stato civile dell’anagrafe sabauda l’atto di nascita di un bambino divenuto così figlio di due mamme. Una decisione coraggiosa, ma ai limiti dell’ordinamento giuridico italiano, che ha suscitato reazioni di senso opposto nell’opinione pubblica, tra chi pensa ad un atto di estrema civiltà e chi, al contrario, è convinto che si tratti di un atto illegale e contro natura. A questa seconda scuola di pensiero si iscrive di diritto Mario Adinolfi, fondatore del movimento politico di ispirazione fondamentalista cattolica Il popolo della famiglia, il quale, ospite della trasmissione radiofonica La Zanzara, parla di “gioco di società tra annoiati borghesi” e di “pagliacciata”.

Adinolfi: ‘Adozione di Torino gioco di società tra annoiati borghesi del Pd’

Sollecitato dai conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo ad esprimere la sua opinione sul figlio con due mamme registrato a Torino dal sindaco Appendino, Mario Adinolfi parte subito a briglie sciolte. “Non io, ma l’ordinamento giuridico italiano prevede che non possano esistere due mamme - afferma - quindi la giunta Appendino ha semplicemente fatto un atto contro la legge, nessuno nasce da due mamme, è noto, e l’ordinamento giuridico italiano non riconosce, come è ovvio, che ci siano due mamme, anzi persino la saggezza popolare dice ‘di mamma ce n’è una sola’. È un dato archetipico diciamo. Ma se vogliamo giocare ai giochi di società tra gli annoiati borghesi del Pd va bene, perché se non sbaglio la consigliera è del Pd.

Continuassero a giocare a questi giochi e vediamo dove arriva il Pd, perché più va avanti nel caratterizzarsi su queste puttanate e più perde completamente la connessione con l’elettorato”.

‘Pagliacciata, la mamma è una sola’

“Il diritto del bambino è di avere una mamma e un papà - prosegue poi Adinolfi nella sua invettiva contro la decisione della Appendino - cioè sapere la verità di essere nato da un uomo e una donna, da mamma e papà. Gli affetti sono affetti, la mamma che ti ha partorito è una sola. Se queste qua stanno insieme stanno insieme, ma il figlio rimane figlio di quella che l’ha partorito. Puoi crescere un bambino con 2, con 8 o con 15 donne, ma la mamma è una, non c’è discussione.

Questo, ripeto, è un gioco di società tra adulti. Secondo tutti i casi di giurisprudenza fino a oggi riscontrati su questa pagliacciata, il figlio è figlio di chi lo ha partorito. La famiglia per l’articolo 29 della Costituzione è una società naturale fondata sul matrimonio. Sicuramente bisognerebbe che il ministero dell’Interno intervenga sul Comune di Torino e cancelli questo atto perché incostituzionale e contra legem”.

‘Due lesbiche non generano un figlio’

“Due lesbiche possono fare quello che gli pare ma non generano un figlio, non c’è niente da fare - attacca ancora Mario Adinolfi - Quello è figlio di chi lo ha partorito, figlio della mamma. Affermo che l’atto del Comune di Torino è un atto illegittimo.

Questa non è una famiglia. Secondo me è fondamentale la figura dell’autorità paterna, cancellarla è un crimine nei confronti di quel bambino. Dire che sono due mamme è falso, è stata una procedura di fecondazione assistita. Io non provo alcun fastidio nei confronti delle lesbiche o degli omosessuali, ma i bambini che sono estremamente delicati non si posso orbare del diritto di avere una famiglia formata da un padre e una madre. Il ministro dell’Interno deve dire la verità che il bambino è figlio di sua madre e di un padre ignoto. Se il papà non c’è ci saranno i nonni e gli zii, io non sto discutendo la coppia, ma dal punto di vista giuridico due donne non sono famiglia”.