Per un musulmano, il ramadan rappresenta il momento dell'anno dedicato alla propria spiritualità. Durante questo rituale, che coincide sempre con il nono mese del calendario lunare musulmano, tutti i veri praticanti (eccetto alcune categorie di persone, tra le quali ci sono le donne in gravidanza e i malati) hanno l'assoluto divieto di mangiare, bere, fumare e praticare attività sessuale dall'alba al tramonto. Tutto ciò, non può far altro che influire sul corpo e sulla mente delle persone che, ovviamente, potrebbero accusare dei segnali di stanchezza. A Torino, però, un datore di lavoro [VIDEO] sembra non abbia tenuto in considerazione un credo diverso dal proprio.

La vicenda

A Orbassano, in provincia di Torino, un giovane commesso dell'Eurospin è stato trasferito in un'altra sede della stessa azienda. Fin qui, non sembrerebbe esserci nulla di strano, se non fosse che il ragazzo, di religione musulmana, è stato costretto a lasciare il suo luogo iniziale luogo di lavoro per una semplice richiesta da lui avanzata qualche giorno prima. Dalla sera del 16 maggio, infatti, per il popolo musulmano è ufficialmente iniziato il Ramadan [VIDEO], che terminerà il 14 giugno. Proprio per questo motivo, il giovane ha chiesto di non lavorare durante il turno notturno, per non andare incontro a inevitabili cali nella propria produttività. Nonostante il rifiuto da parte dell'azienda, l'uomo si è comunque presentato sul posto di lavoro, ma l'intervento delle autorità non gli ha permesso di cominciare regolarmente il suo turno.

Solo in quel momento, il giovane musulmano ha scoperto di essere stato trasferito in un'altra sede dell'Eurospin. Secondo alcune testimonianze, il commesso si sarebbe anche sentito male e, in seguito all'intervento dell'ambulanza, sarebbe addirittura stato portato in ospedale. Il caso è stato denunciato da Sabatino Basile della Fisascat Cisl che ha sottolineato, davanti alla telecamere, la gravità dell'accaduto, etichettando il fatto come "inaccettabile". Inoltre, ha aggiunto che una simile situazione non solo risulta essere altamente discriminante nei confronti del lavoratore, ma dimostra di non rispettare minimamente un credo diverso da quello cristiano.

Il precedente

Come se non bastasse, la stessa azienda, in passato, fu accusata di un altro grave gesto nei confronti di una propria dipendente. Lo scorso anno, infatti, una commessa dell'Eurospin si era rifiutata di lavorare nella notte del 31 dicembre e, per punizione, fu trasferita in un'altra sede a 100 chilometri di distanza.