Anche se la vicenda potrebbe apparire di cattivo gusto, la persona di Sergio Marchionne continua a far parlare di sé anche dopo la morte, avvenuta appena due giorni fa, il 25 luglio, nell’ospedale universitario di Zurigo, in Svizzera, dove era ricoverato. A far esplodere nuovamente i retroscena è stato proprio un comunicato emanato ieri dai vertici della clinica zurighese in cui viene confermato che l’ex ad di FCA si stesse sottoponendo da oltre un anno a cure intensive a causa di quella che viene genericamente descritta come una “grave malattia”.

Immediato è stato il commento ufficiale del Gruppo guidato da John Elkann, che si è dichiarato all’oscuro di tutto. Il rampollo della famiglia Agnelli, infatti, avrebbe saputo del peggioramento improvviso dell’amico Sergio solo venerdì 20 luglio. Ma analisti e addetti ai lavori ora si chiedono perché l’esperto manager italo-canadese abbia tenuto nascosta una notizia così importante, visto che Fca è una grande multinazionale quotata in Borsa e avrebbe potuto risentire, anche economicamente, dello scoop sulla sua malattia.

Il comunicato dell’ospedale svizzero e la risposta ufficiale di Fca

Un comunicato breve e conciso quello emesso dall’ospedale universitario di Zurigo il 26 luglio in cui viene data la notizia che effettivamente Sergio Marchionne si stesse recando nella clinica svizzera da oltre un anno, per cercare di curare una “grave malattia”.

I medici non parlano di tumore ma, a questo punto, sembrano da escludere le improvvise complicazioni sopraggiunte dopo l’operazione alla spalla, con conseguente arresto cardiaco, di cui si era parlato nei giorni scorsi. Una conferma, se pur parziale, dei sospetti già circolati circa un cancro ai polmoni provocato dal fumo delle sigarette, che ha costretto Fca ad una immediata replica. I vertici della multinazionale italo-americana ammettono di non essere in grado di commentare il contenuto della nota dell’ospedale svizzero perché “per motivi di privacy sanitaria la società non aveva conoscenza dei fatti relativi allo stato di salute del dottor Marchionne”. Insomma, Fca non sapeva nulla della gravissima malattia del suo amministratore delegato.

Solo il 20 luglio, esattamente una settimana fa, la famiglia del manager avrebbe informato i dirigenti della società dell’aggravamento delle sue condizioni.

Dubbi e interrogativi

Solo a quel punto Fca, con Elkann in persona, si sarebbe mossa allo scopo di individuare e nominare nel più breve tempo possibile i nuovi vertici. Lo stesso nipote di Gianni Agnelli si è detto totalmente sorpreso quando ha saputo che le condizioni di Marchionne erano “irreversibili”. Ma se l’ex ad di Fca e Ferrari era consapevole di rischiare la vita a causa di quello che molto probabilmente era un tumore in grave stato di avanzamento, perché non lo ha comunicato ai suoi superiori? Sapeva benissimo che una notizia del genere avrebbe potuto turbare gli equilibri del Gruppo che, essendo quotato in Borsa, deve rispondere ai mercati, agli enti di controllo come la Consob e anche ai suoi azionisti.

E allora perché tacere?

Il ruolo di Manuela Battezzato

A confermare che Fca non sapesse nulla ci ha pensato nella serata di ieri, con una mail inviata all’Agenzia di stampa Bloomberg, la compagna di Marchionne, Manuela Battezzato. Anche lei è dipendente dell’azienda, nel settore comunicazione, dunque protagonista di una sorta di conflitto di interessi, divisi tra l’affetto privato per Sergio e gli obblighi verso il Gruppo Fca, a cui avrebbe nascosto una informazione fondamentale.