Mentre tutta Italia seguiva con il fiato sospeso le notizie sul crollo del Ponte Morandi di Genova, arrivava al suo epilogo, con l’iscrizione dei presunti responsabili nel registro degli indagati, un’altra vicenda che sembra legata alla cattiva realizzazione di un’opera pubblica. Una storia certamente meno eclatante, visto che si tratta di lavori eseguiti per un valore di 99mila euro, ma altrettanto dolorosa, visto che a perdere la vita in questo caso è stato un ragazzo di soli 14 anni. Il dramma è accaduto lo scorso 10 agosto a Castel d’Ario nel Mantovano, quando un’installazione artistica nei giardini del castello ha improvvisamente ceduto, travolgendo con il suo peso di sette quintali il giovane Matteo Pedrazzoli, che è morto poco dopo, nonostante tutti i disperati tentativi per salvargli la vita [VIDEO].

Due sculture criticate sin dalla loro apparizione

Venerdì sera c’è molto movimento in paese per la festa dell’Avis, proprio in una zona adiacente l’Ecoparco in cui avviene la tragedia. Matteo, insieme ad altri amici, si è seduto su di una delle due panchine girevoli in acciaio corten che abbelliscono il giardino del castello.

Si tratta di due parallelepipedi, che grazie ad un perno ruotano su loro stessi, caratterizzati da una seduta e da due finestre rettangolari sulla parte alta, che incorniciano il paesaggio circostante. I lavori per la realizzazione delle due sculture sono terminati solo da qualche mese ed hanno suscitato diverse polemiche nella cittadina per la loro resa estetica. Ma nessuno si immaginava che potessero trasformarsi anche in trappole mortali [VIDEO].

Quella sera improvvisamente si sente un rumore: il perno di una delle due installazioni cede, facendo cadere la pesante struttura: gli amici di Matteo riescono ad allontanarsi in tempo, ma il 14enne viene travolto dalla lastra.

Sei indagati per il crollo della panchina

Richiamati dalle grida, accorrono i volontari presenti alla festa dell’Avis: devono mettersi in 15 per riuscire a liberare il ragazzo dall’ingombrante scultura che lo schiaccia. Le condizioni del giovane appaiono subito disperate: per ben 45 minuti si tenta di rianimarlo con un messaggio cardiaco, ma appare chiaro che la situazione è molto grave. Al capezzale di Matteo accorrono anche i genitori: alla notizia che non c’è più nulla da fare si solleva nel giardino l’urlo disperato della madre della vittima.

Subito partono le indagini per stabilire eventuali responsabilità nella progettazione del manufatto e nella realizzazione delle opere. Nelle ultime ore l'Ansa ha diramato la notizia dell’iscrizione di sei persone nel registro degli indagati (e non sette, come era stato inizialmente riportato da alcune fonti di informazione), con l’accusa di omicidio colposo, a partire dal sindaco di Castel d’Ario, Daniela Castro, eletta in una lista civica e dalla progettista del monumento, l'architetto Elena Bellini, sempre di Castel d'Ario.

Indagati anche Marzio Furini, il responsabile dell'ufficio tecnico comunale, Luca Bronzini, il titolare della Bronzini Luca & c. sas, ditta vincitrice dell'appalto per la riqualificazione dei giardini ed, infine, Cristian e Loris Manfredi, della Car mec snc di Rovereto, i carpentieri che hanno realizzato il manufatto, poi rivelatosi difettoso. A differenza del ponte Morandi di Genova, in piedi di più di 50 anni, in questo caso sono bastate poche settimane dall’inaugurazione per arrivare ad una tragedia: adesso spetterà ai magistrati stabilire le eventuali responsabilità per la disgrazia.