L’udienza di separazione della coppia si sarebbe dovuta tenere il prossimo 15 gennaio. Purtroppo non avrà più luogo per cause di forza maggiore. Infatti Marcello Tilloca, un 42enne impegnato in lavori saltuari come l’imbianchino o il carrozziere, ha ucciso la moglie, strangolandola nella loro casa, ad Alghero. La vittima è la quarantenne Michela Fiori, dipendente della cooperativa che cura l'assistenza domiciliare per conto dei Servizi sociali del Comune della cittadina sarda. La donna era madre di due bambini di 11 e 13 anni. L’omicida ha deciso di costituirsi e si è presentato dai carabinieri col suo avvocato, nella serata dell’antivigilia di Natale: ha raccontato ai militari dell’Arma ed al magistrato Mario Leo di aver ammazzato la vittima al termine di un litigio, l’ennesimo tra i due.
Il racconto dell’assassino: l’omicidio in seguito ad un litigio sulla separazione della coppia
A quanto pare, verso le 19 è arrivata all’avvocato di Tilloca la telefonata del 42enne che gli confidava di aver appena ucciso la moglie e di volersi costituire. Secondo il racconto dell’assassino, nel pomeriggio di domenica i due hanno litigato per l’ennesima volta, mentre cercavano di accordarsi sulla loro travagliata separazione. Ma questa volta la discussione è degenerata, fino a quando il marito, completamente fuori di sé, non ha strangolato la donna. “L’ho uccisa con le mie mani” avrebbe raccontato in caserma.
A quanto pare, non era la prima volta che l’uomo aveva comportamenti violenti in casa: secondo quanto riportato da La Nuova Sardegna la moglie si sarebbe rivolta ad un centro antiviolenza un paio di mesi fa per raccontare i maltrattamenti subiti da parte del coniuge, dal quale stava cercando di allontanarsi insieme ai suoi bambini.
La denuncia per tentata estorsione ed il vizio del gioco d’azzardo
Tuttavia la procura di Sassari ha voluto precisare come la vittima non avesse mai presentato alle forze dell’ordine nessuna denuncia relativa a minacce o aggressioni, subite da parte del marito.
Però a novembre Tilloca era stato accusato dalla moglie di tentata estorsione: aveva rubato il telefonino del figlio e poi aveva chiesto alla donna, con alcuni messaggi anonimi, un riscatto di 300 euro per riaverlo indietro.
Il motivo di questo strano comportamento si può intuire da un’altra indiscrezione: la stampa locale riporta che l’uomo avesse il vizio del gioco d’azzardo e che ultimamente avesse perso parecchi soldi per questa sua debolezza.