Uccisa per aver scoperto – si legge nelle carte - una vecchia relazione extraconiugale della moglie”. Probabilmente le velocissime indagini della Polizia hanno preso il verso giusto. Questa mattina infatti - durante una conferenza stampa tenuta in Questura – il procuratore della Repubblica di Oristano, Ezio Domenico Basso, insieme al questore Ferdinando Rossi e il capo della Squadra Mobile della Polizia, Samuele Cabizzosu, hanno parlato chiaro.

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L’arresto del marito, Giovanni Perria, che ora si trova nel carcere Oristanese di Masama con l’accusa di omicidio, sarebbe nato da una lunga sfilza d’indizi, che gli inquirenti avrebbero messo in ordine durante le indagini. Che non sono ancora terminate. Perché già sa subito, agli investigatori, la sparizione della donna era apparsa subito improbabile. Anche perché la pensionata 76enne di origini tedesche, Brigitte Louise Pazdernik, non stava troppo bene. Aveva difficoltà nel camminare e poi non vedeva nemmeno tanto bene.

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Troppe incongruenze nella vicenda

Secondo il racconto del marito, la notte della scomparsa sarebbe infatti uscita di casa, dal civico 36 di via Su Cunzau de is Paras, a Narbolia, senza occhiali e da sola. In abiti non troppo adatti – era in pigiama secondo il marito - alla nottata di pioggia e vento. Per poi essere ritrovata – questa volta vestita – tre giorni dopo nella zona di mare che costeggia la spiaggia di Su Pallosu.

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Cronaca Nera

A più di venti chilometri di distanza dalla sua abitazione. Da dove poi sarebbe uscita da sola. Le indagini della Polizia sono a 360 gradi. Non è stato semplice raccogliere gli indizi che hanno poi portato Giovanni Perria, in una cella del carcere oristanese di Masama. Tra i tanti punti non troppo chiari – come hanno spiegato oggi gli inquirenti durante la conferenza stampa, tenuta questa mattina in Questura – si è da subito indagato dalla presenza di sabbia all’interno di “alcuni ambienti nella disponibilità dell’uomo”, si legge nelle carte.

E poi perché Giovanni Perria avrebbe detto agli inquirenti che quella sera avevano cenato insieme, tranquillamente. Quando poi il corpo della moglie, ritrovato dopo tre giorni, non aveva nessuna traccia di cibo. Almeno da quanto risulta dagli esiti dell’autopsia, effettuata sul corpo della donna.

Un delitto studiato?

Particolari che hanno fatto rizzare le antenne agli investigatori della Polizia.

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Come quando – almeno nelle prime dichiarazioni – era stato detto che la donna si era allontanata con il pigiama e la vestaglia. Però – tre giorni dopo – quando il corpo della signora è stato ritrovato a Su Pallosu aveva i vestiti. Secondo gli investigatori della Polizia, Giovanni Perria avrebbe prima infatti stordito la moglie. Poi l’avrebbe caricata in macchina e portata, non si sa ancora in che tempi, lungo il litorale, sulla spiaggia insomma.

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Ma non nel luogo in cui è stata ritrovata. Ma ben più vicino, considerando che in quei giorni il mare era agitato e le correnti erano molto forti. I poliziotti – che hanno sequestrato l’auto – sono riusciti anche a ricostruire i chilometri percorsi dall’uomo. Trovando le ricevute dei distributori in cui aveva fatto benzina.

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