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E' una vicenda assurda e grave al tempo stesso quella che arriva da Brindisi, precisamente dall'ospedale "Antonio Perrino", principale struttura sanitaria del capoluogo di provincia adriatico. Secondo quanto riporta la stampa locale infatti, un medico, stimato professionista, aveva la strana abitudine di esercitarsi con pezzi di pollo e manzo in sala operatoria. Sarebbero stati numerosi gli episodi registrati. Sulla vicenda è immediatamente scattata un'indagine della stessa direzione sanitaria dell'Asl brindisina, che mira a chiarire i fatti. Il professionista potrebbe andare incontro ad un serio provvedimento disciplinare.

Il direttore Giuseppe Pasqualone: 'Fatto grave'

E' sconvolto il direttore generale dell'azienda sanitaria, Giuseppe Pasqualone, che definisce la vicenda un fatto comunque grave e inconcepibile.

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Certo, la cosa potrebbe far sorridere ai più, ma il comportamento del medico, a quanto pare un noto ginecologo, poteva mettere in pericolo la Salute degli stessi pazienti. Come ben si sa infatti, soprattutto il pollame, è portatore di numerose malattie, come ad esempio la salmonellosi. Il rischio comunque di contrarre queste malattie sono comunque scarsi in una struttura ospedaliera, quale il Perrino, in cui vi è un rigido protocollo di igiene. Tutti gli strumenti infatti sono sterilizzati, così anche come gli ambienti. Resta però la gravità del fatto. I colleghi del medico sono rimasti senza parole quando hanno saputo di questa storia, e non si spiegano come un professionista come lui abbia deciso di porre in atto questo comportamento.

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Ci sono infatti, al giorno d'oggi, numerosi metodi per esercitarsi in pratiche operatorie, anche con strumenti tecnologici d'avanguardia. Uno di questi è ad esempio l'utilizzo di fantocci sintetici, creati proprio per effettuare tali pratiche. Da nessuna parte il protocollo prevede l'uso di carcasse o di pezzi di animali.

Una vicenda che ha destato stupore anche in città

Inevitabilmente il fatto di cronaca è diventato immediatamente virale, sia sulla stampa ma anche e soprattutto sui social, dove tutti si chiedono come mai sia potuta accadere una cosa del genere. Ribadiamo, non ci sono assolutamente rischi di contrarre malattie per i pazienti, ne per il personale che opera nell'ospedale. Un atteggiamento simile però, come ha ricordato anche lo stesso direttore Pasqualone, rischia di ridicolizzare l'intero sistema sanitario locale.

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Il Perrino è infatti la principale struttura sanitaria di riferimento della provincia e non solo.