La disfida tra il ministro dell'interno Matteo Salvini e le Ong che gestiscono navi di soccorso al largo delle coste della Libia potrebbe entro breve arricchirsi di un nuovo testa a testa. Nella serata di sabato è giunta la notizia che la nave Mare Jonio è stata dissequestrata circa tre giorni fa dietro provvedimento firmato dal procuratore aggiunto Salvatore Vella che gestisce l'inchiesta per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

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Il natante gestito dalla Ong Mediterranea Saving Humans, circa due settimane fa fu protagonista di un duro braccio di ferro con il vicepremier dopo aver soccorso in zona Sar, a poche miglia dalle coste libiche, 49 migranti che si trovavano a bordo di un gommone alla deriva.

Dopo una lunga diatriba, i migranti sbarcarono e la nave fu sequestrata

Al comandante della Mare Jonio, Pietro Marrone, le nostre autorità hanno contestato di non aver rispettato gli ordini impartiti dalla Capitaneria di porto italiana: nello specifico, non avrebbe atteso l'arrivo una motovedetta della Marina libica prima di soccorrere i migranti, e non avrebbe fatto rotta verso un porto della Libia o della vicina Tunisia, come gli sarebbe stato richiesto dopo aver preso a bordo i naufraghi.

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Giunta all'altezza delle coste italiane, la nave fu obbligata ad ancorarsi in rada fuori dal porto di Lampedusa e, in seguito all'intervento della Guardia di Finanza, fu posta sotto sequestro dalla Procura di Agrigento. Il comandante dell'imbarcazione e il capo missione Luca Casarini attualmente risultano ancora iscritti nel registro degli indagati: il primo per aver disatteso all'ordine di fermare il natante giunto da una nave da guerra, il secondo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

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Matteo Salvini

Mare Jonio si prepara a ripartire per le coste libiche: nuova sfida a Salvini

Con una nota pubblicata poche ore fa su Twitter, l'Ong Mediterranea Saving Humans, finanziata da alcuni parlamentari e dal mondo dell'associazionismo vicino alla sinistra italiana, ed appoggiata dai sindaci di Napoli, Luigi De Magistris, e di Palermo, Leoluca Orlando Cascio, ha dichiarato che la nave "naviga verso il porto di Marsala da dove, dopo uno scalo tecnico e il cambio equipaggio, sarà pronta a partire per una nuova missione".

Entro poche ore, il natante potrebbe dunque essere messo nuovamente in condizione di portarsi verso la zona Sar di fronte alle coste della Libia e, come prevede "Il Giornale", ci potremmo ritrovare di fronte ad un nuovo scontro, nel caso di un soccorso, con il ministro dell'interno Matteo Salvini.

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