L’ultima telefonata di Adriano Lamberti è stata quella fatta alla moglie, poco dopo il mezzogiorno di venerdì. Una semplice chiamata con la quale il 43enne avvisava la consorte di aver appena finito di lavorare e che sarebbe tornato a casa per pranzo entro pochi minuti, dopo aver chiuso la carrozzeria che gestiva nella zona nord di Torino. Verso le 12:45, la donna, preoccupata per il ritardo del marito, ha provato a ricontattarlo, ma il telefonino sarebbe risultato spento. La preoccupazione è aumentata col passare delle ore: dopo aver atteso ancora senza avere nessuna sua notizia, i familiari hanno deciso di allertare le forze dell’ordine, le quali hanno immediatamente iniziato le ricerche.

La squadra mobile, che ha seguito il caso ricostruendo tutti i movimenti dello scomparso, è arrivata nella notte in uno scantinato di un palazzo in via Martorelli, nel quartiere torinese Barriera di Milano, al civico 73. All’interno del locale le forze dell'ordine hanno trovato il corpo, ormai privo di vita, di Lamberti: l’uomo è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa. L’assassino avrebbe infierito sul corpo della vittima, seviziandolo con un coltello. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni riportate da Repubblica, il cadavere presenterebbe anche alcune ustioni.

Fermato un uomo, sospettato di essere l’assassino

Le indagini sul delitto, coordinate dal sostituto procuratore Delia Boschetto, sono state affidate alla squadra mobile di Torino.

Gli inquirenti hanno ipotizzato che Lamberti sia stato ucciso altrove, per poi essere trascinato fino alla cantina in cui è stato ritrovato. Un grande aiuto alla soluzione del caso è arrivato dalle telecamere di sicurezza di un’attività commerciale situata nei pressi dell’edificio in via Martorelli. Gli agenti nelle scorse ore hanno fermato un sospettato, che è stato subito portato in Questura per essere interrogato.

Secondo gli inquirenti il movente del delitto sarebbe di natura economica

Al momento sono emersi pochi particolari sulla vicenda. Non si sa se i poliziotti ritengano che l’uomo fermato abbia agito da solo o con l’aiuto di altri complici, né dove sia stato effettivamente ucciso il carrozziere.

Resta da capire anche il motivo delle sevizie sul corpo del 43enne, che sembrerebbe essere stato torturato a lungo, prima di essere giustiziato. A quanto pare è stata fatta anche un’ipotesi sul movente dell’omicidio, che sarebbe dovuto a dissidi di carattere economico tra la vittima e il suo presunto assassino.