"Volevo solo spaventarli, non ferirli" ha dichiarato Andrea Pulone, il 29enne che venerdì, a Monterotondo, ha sparato contro dei ladri entrati nella sua abitazione, colpendo un sedicenne albanese. L'uomo ha spiegato di temere ritorsioni e, nelle scorse ore, il procuratore capo di Tivoli ha disposto, al fine di tutelarne la sicurezza, di mettere sotto scorta il proprietario dell'abitazione. Quanto accaduto alle porte di Roma potrebbe essere, parole di Matteo Salvini, il "primo episodio di legittima difesa".

La decisione del procuratore capo

Gli inquirenti sono al lavoro per individuare i complici del sedicenne (nato in Italia, ma di origini albanesi) che, venerdì, intorno alle 19, si è introdotto nell'abitazione di Andrea Pulone e per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.

Probabilmente nelle prossime ore il 29enne verrà indagato con l’accusa di eccesso di legittima difesa. Il giovane ladro, invece, verrà iscritto sul registro degli indagati per tentato furto aggravato.

Per tutelare la sicurezza di Andrea Pulone, Francesco Menditto, procuratore capo di Tivoli ha disposto nei suoi confronti una vigilanza h24. Il procurato ha inoltre ha aggiunto che l'eventuale decisione di iscrivere Pulone nel registro degli indagati non è influenzata dalla nuova legge sulla legittima difesa.

Il 29enne ha spiegato che ora ha paura: "Mi hanno ritirato la pistola" ha spiegato, "adesso mi sento poco tutelato: c'è una sensazione di insicurezza. Temo possibili ritorsioni".

Le parole di Pulone: 'Se non fosse entrato in casa non sarebbe successo'

Andrea, figlio del noto astrofisico Luigi Pulone, nel tardo pomeriggio di venerdì, per difendere la sua abitazione di Monterotondo ha sparato contro dei ladri (si pensa che la banda fosse composta da 4 persone) ferendo un ragazzo di soli 16 anni ora ricoverato al Gemelli di Roma, in gravi condizioni. Ai microfoni di l'Italia s'è Desta (trasmissione di Radio Cusano Campus), l'uomo ha ripercorso quegli attimi terribili spiegando che nessuno si aspetta di vivere una cosa del genere. Poi, ha commentato: "Se non fossero entrati nella mia abitazione, non sarebbe accaduto nulla". Parole, le sue, che ricordano quelle del ministro dell'Interno Matteo Salvini: il leader del Carroccio, notando che l'episodio è accaduto solo due giorni dopo la promulgazione della controversa legge sulla legittima difesa (che, puntualizziamo, attualmente non è in vigore perché non ancora pubblicata in Gazzetta Ufficiale visto che il Presidente Mattarella, per firmarla, ha voluto aspettare un mese dopo l'approvazione definitiva da parte del Senato), ha aggiunto "Se non avesse fatto il ladro starebbe bene a guardare in tv Ballando con le Stelle".

Giorgio Beretta, analista dell'Opal di Brescia (l'osservatorio permanente sulle armi leggere e sulle politiche di sicurezza e difesa), a Today ha spiegato che la propaganda sulla difesa sempre legittima è riuscita a sdoganare ed alimentare l'impulso a farsi giustizia da soli. "Quello che sorprende - ha aggiunto - è che spesso nonostante non risulti alcuna vera minaccia in atto, il proprietario armato affronti i ladri".