Tutto è partito una mattina dello scorso dicembre, quando una ragazza di 15 anni è rientrata in classe piangendo. A quanto pare un bidello della sua scuola, un istituto alberghiero a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli, aveva appena abusato di lei in uno stanzino, situato in un luogo appartato del complesso. Dopo la denuncia della giovane sono partite le indagini che hanno portato venerdì scorso all’arresto del responsabile, un 55enne, con la pesante accusa di violenza carnale aggravata, nei confronti di almeno due minori. Infatti, in seguito ad una serie di accertamenti eseguiti dalla polizia, alla prima vittima se n’è aggiunta un'altra, sempre minorenne.

Il presunto stupratore è quindi ora agli arresti domiciliari, in attesa di essere ascoltato dal giudice.

Fondamentale la testimonianza della vittima

Gli inquirenti, che non escludono l’esistenza di altri possibili casi di molestie su studentesse compiuti dal bidello, hanno potuto ricostruire l’accaduto grazie alla testimonianza della 15enne, che per prima ha trovato il coraggio di denunciare le violenze subite: un racconto che ha trovato riscontro negli indizi raccolti. In particolare, gli analisti della Polizia scientifica hanno scoperto tracce organiche sui pantaloni che la giovane indossava il giorno delle violenze. Attraverso l’esame del dna si è potuto stabilire che tali tracce appartenevano all’indagato, che ha sempre respinto ogni accusa.

Di fronte a questi elementi il gip del tribunale di Torre Annunziata si è convinto a firmare un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 55enne per questi episodi, avvenuti tra settembre e dicembre del 2018.

Il precedente sottovalutato e l’aggressione in strada

Nel corso delle indagini è venuta alla luce una vicenda inquietante: già alcuni anni fa era lo stesso bidello era stato scoperto a spiare le studentesse in bagno. L’uomo, che lavorava in un altro istituto in zona, fu trasferito in una nuova scuola e richiamato verbalmente, senza però essere sospeso dall’incarico. Di recente il 55enne aveva di nuovo chiesto il trasferimento in seguito ad un nuovo episodio: mentre le indagini sulle violenze erano in corso, sarebbe stato aggredito e picchiato in strada, si pensa per vendetta da parte di qualche congiunto delle giovani.

Da quel momento ha cominciato a lavorare in una nuova struttura scolastica, sempre in provincia di Napoli. Infine gli inquirenti fanno sapere alle eventuali vittime che, presso il commissariato di Castellammare di Stabia, è entrata in funzione la “stanza di Imma”, un ambiente riservato destinato alle audizioni protette – lontano da occhi indiscreti – di donne e minorenni che hanno subito reati di violenza di genere. Questa nuova struttura prende il nome da Imma Villani, uccisa dal marito all’esterno della scuola del figlio a Terzigno nel 2018.