Quella appena trascorsa è stata una domenica pomeriggio decisamente movimentata a Rimini. Un episodio increscioso si è verificato nei pressi al bar “Stella Marina”, a pochi passi dalla spiaggia del bagno 63. Infatti, una donna, che era arrivata lì con il figlio ed altri bimbi, ha chiesto aiuto al gestore dell’esercizio commerciale. La signora, una russa di 46 anni, ha spiegato che c’era uno sconosciuto che la stava importunando: l’individuo si era seduto al tavolo accanto a quello dove si trovava lei, insieme ai tre bambini, ed aveva incominciato a toccarsi le parti intime, brandendo in mano un coltello da tavola.

Subito sono intervenuti alcuni membri del personale dello stabilimento balneare per fermarlo; ma, data la vicinanza con lo spazio dedicato ai giochi per i più piccoli, nel frattempo intorno al maniaco si era radunata una folla, formata in gran parte da genitori, che lo insultava pesantemente. Ad un certo punto qualcuno è arrivato ad alzare le mani contro di lui: per fortuna il tentativo di linciaggio è stato interrotto dall’arrivo, dopo pochi minuti, di due volanti della polizia.

L’intervento della polizia

Infatti, quando le volanti sono giunte nei pressi del bagno 63 sul lungomare Di Vottorio, un numeroso gruppo di persone aveva già accerchiato l’uomo e lo stava spintonando violentemente. La polizia ha faticato non poco a liberarlo dalla folla inferocita.

L'individuo è stato arrestato con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico, come riferisce l’AdnKronos. Sul suo corpo erano presenti diversi graffi ed ematomi, causati dall’aggressione da parte della gente che, pochi minuti prima, l'aveva visto accarezzarsi davanti ai bambini ed era intervenuta. L'uomo ha cercato di sfuggire agli agenti, prima di essere immobilizzato a terra e poi caricato su una delle vetture, dove è stato identificato: si tratta di Ahmed Mohamed Walid Abdelshafi, un cittadino egiziano di 37 anni, con regolare permesso di soggiorno in Italia.

Caos al pronto soccorso

Purtroppo il folle pomeriggio non si è interrotto con l’arresto. Infatti, l’egiziano è stato accompagnato al pronto soccorso, visto che lamentava forti dolori al petto.

In effetti i medici gli hanno diagnosticato una frattura ad una costola, con una prognosi di circa 10 giorni. Ma in ospedale, l’energumeno è tornato a dare in escandescenze, questa volta prendendosela con i tecnici della radiologia, mentre tentavano di fargli le lastre. Numerose sarebbero state le minacce, anche di morte, rivolte al personale sanitario dall’uomo, che ha anche afferrato il sostegno di una flebo per scagliarlo contro i poliziotti, intervenuti per calmarlo. In quel frangente il 37enne avrebbe iniziato ad inveire contro gli agenti, cercando di intimorirli dicendo che davanti al giudice li avrebbe accusati di avergli rotto la costola. A questo punto è stata inevitabile una nuova denuncia per resistenza e minacce a pubblico ufficiale.