Doveva essere una tranquilla vacanza in barca lungo la costa adriatica della Croazia quella che nelle ultime ore si è trasformata in una tragedia per un gruppo di italiani. Infatti un manager di 57 anni, Eugenio Vinci, è morto in circostanze ancora poco chiare, dopo essere caduto ed aver battuto la testa all’interno dell’imbarcazione, forse per aver perso i sensi in seguito ad un malore. Ma anche le altre cinque persone che erano con lui hanno mostrato chiari sintomi di avvelenamento, con nausea, vomito, diarrea e perdita di coscienza.

Mentre gli altri si sono ripresi rapidamente, i due figli della vittima – di otto e quattordici anni – sono stati trasportati in elicottero nel reparto pediatrico dell’ospedale di Spalato, dove sono ricoverati in gravissime condizioni. In queste ore il consolato generale d’Italia a Fiume sta seguendo il caso per prestare ogni possibile assistenza ai turisti rimasti in Croazia ed ai loro familiari.

Inizialmente si è pensato ad un’intossicazione alimentare

Come detto, non sono state ancora chiarite le cause della tragedia: la magistratura ha comunque aperto un’inchiesta sulla vicenda e indaga su quanto accaduto.

Inizialmente la stampa croata, che per prima ha dato la notizia della morte di Vinci, ha parlato di una possibile intossicazione alimentare: infatti il gruppo di italiani la sera prima dei malori era stato a cena in un noto ristorante nell’isola croata di Hvar, consumando cozze ed altri frutti di mare. Poi, durante la notte, tutti avrebbero cominciato a soffrire di malori gastrointestinali. Tra questi il 57enne Eugenio Vinci, che sarebbe poi svenuto battendo la testa contro la vasca da bagno della sua cabina.

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Cronaca Nera

A tal riguardo il locale sarebbe stato posto sotto sequestro per agevolare gli esami sul cibo: tuttavia al momento non sono stati segnalati altri casi di intossicazione tra gli avventori.

L’ipotesi dell’avvelenamento da gas di scarico

Col passare delle ore un’altra ipotesi ha preso sempre più piede: quella che a causare l’avvelenamento collettivo possa essere stato il gas di scarico della barca, rimesso in circolo attraverso il condizionatore d'aria, oppure addirittura mediante il water.

Eugenio Vinci era nato a Sant'Agata di Militello, in provincia di Messina: era un manager molto noto, sin da quando negli anni ’80 era stato direttore generale dell’azienda tessile Pop 84 di Remo Perna, prima che dichiarasse fallimento, diventando anche vicepresidente di Assoindustria Molise. Da anni era amministratore delegato del gruppo Tuo, che fa capo ad Antonino Faranda, società con sede legale a Roma che gestisce i supermercati Tuodì.

Quando, martedì mattina verso le 10, è stata lanciata dallo yacht una richiesta di soccorsi al porto di Hvar, sull’imbarcazione era presente anche Bruno Mancuso, attuale sindaco di Sant'Agata di Militello, ricoverato insieme agli altri per l’intossicazione, ma rimessosi dopo poche ore. “Non sappiamo bene cosa sia accaduto – ha spiegato il primo cittadino – posso dire solo che stavamo tutti male, anche se alcuni si sono ripresi presto, mentre il mio amico è morto ed i suoi figli sono in rianimazione”.

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