Nel Trevigiano diverse persone hanno manifestato, nei giorni a cavallo del ferragosto, una serie di sintomi – come nausea, diarrea e vomito – tipici della “influenza intestinale”.

È toccato agli esperti dell’unità di Microbiologia dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, sotto la direzione del dottor Roberto Rigoli, cercare di fare chiarezza sui 12 individui che si sono sentiti male, al termine delle cene a base di sushi.

In particolare si è trattato di due gruppi distinti, che si trovavano rispettivamente ad Asolo ed a Pieve di Soligo, formati da soggetti che in un caso avevano consumato il pasto a casa, nell’altro erano usciti per recarsi in un ristorante in zona.

Tutti gli intossicati avevano consumato insalata di alghe

In particolare i medici hanno individuato, utilizzando specifiche metodologie di biologia molecolare, che le dodici persone erano risultate positive al norovirus.

Nel caso della cena a domicilio di Asolo su sei commensali solo due si erano sentiti male, mentre dei 14 che avevano consumato al ristorante un tipico pasto giapponese, ben dieci avevano accusato i sintomi di una gastroenterite virale. Entrambe le volte i soggetti colpiti avevano consumato insalata di alghe, comunemente usata nella preparazione del sushi.

Le ricerche svolte hanno permesso di approfondire l’accaduto, arrivando a collegare questi episodi ad un analogo focolaio di infezione da norovirus avvenuto in Spagna a inizio agosto, ancora una volta legato al consumo di insalata di alghe: quell’episodio aveva portato le autorità sanitarie iberiche a segnalare la vicenda a livello internazionale, per scongiurare il ripetersi di casi analoghi.

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Cronaca Nera Salute

In seguito a quanto accaduto nella provincia di Treviso, l’Ulss ha predisposto una serie di controlli nei ristoranti specializzati, che però, fino a questo momento, non hanno evidenziato nessuna criticità.

Cosa sono i norovirus

I norovirus sono stati scoperti solamente nel 1972 e rappresentano una delle cause più frequenti di gastroenteriti acute che hanno un’origine non batterica, costituendo un problema sempre più serio nel campo della sicurezza alimentare.

Sono virus altamente infettivi, che vengono trasmessi prevalentemente attraverso quello che si mangia: in particolare sono associati al consumo di acqua contaminata, insalate, frutti di mare crudi, germogli, frutti di bosco, cibi freddi, erbe e spezie. Il virus ha un periodo di incubazione pari a 12-48 ore, mentre quando subentra l’infezione, questa dura dalle 12 alle 60 ore. Vomito, nausea, diarrea, crampi addominali ed una leggera febbre sono i sintomi tipici di queste patologie.

Non bisogna preoccuparsi: la malattia normalmente non comporta gravi conseguenze, mentre di solito i pazienti guariscono dopo un giorno o due, senza ulteriori complicazioni. Per ridurre notevolmente l’incidenza del norovirus è sufficiente mettere in pratica alcune rigorose misure igieniche nella lavorazione e distribuzione di cibi e bevande.

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