Quella che arriva dalla Francia è una vicenda abbastanza curiosa, che sta facendo parlare tutto il mondo. Secondo quanto riferiscono i maggiori media internazionali infatti, un uomo, le cui generalità non sono state diffuse per motivi di privacy, è morto di infarto sei anni fa mentre si era appartato con una donna nella stanza d'albergo dove dormiva. La vittima si trovava fuori casa per un viaggio di Lavoro.

Al termine di un lungo iter processuale, i giudici hanno ritenuto che il fatto dovrebbe classificarsi come incidente sul lavoro. Secondo la legge infatti, qualsiasi morte o infortunio subito dai dipendenti in viaggio che si trovino lontano dal posto di lavoro equivale ad un incidente.

Il processo

Tutto è cominciato quando, all'indomani del dramma, la famiglia della vittima, viste anche le circostanze, ha sporto denuncia, pretendendo dall'azienda per cui l'uomo lavorava un indennizzo.

Da sempre l'azienda in questione, che opera per conto delle ferrovie, ha ribadito che loro non c'entrano con quanto accaduto, e che il soggetto si sarebbe allontanato di sua spontanea volontà per avere un relazione extraconiugale con una donna sconosciuta. Dopo numerose sentenze, in cui le due parti si sono date battaglia, la Corte d'Appello di Parigi ha stabilito che le responsabilità sono della ditta, e per questo adesso la donna dovrà ricevere dalla stessa e dallo Stato l'80% dello stipendio mensile che l'uomo percepiva, in quanto non era ancora andato in pensione.

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Cronaca Nera Lavoro

La causa del decesso dell'uomo è stata riconosciuta in un infarto, che lo avrebbe colpito all'improvviso. La ditta ha inoltre precisato ulteriormente che il loro dipendente è morto anche in un'altra stanza, diversa a quella che la società gli aveva assegnato per tutto il periodo in cui l'uomo doveva rimanere in trasferta.

Vicenda diventata virale

La notizia in questione, non appena è stata diffusa dai media francesi, è divenuta di dominio pubblico, divenendo virale in poche ore per poi apparire su quasi tutti i giornali del mondo.

Secondo i magistrati infatti, avere un momento di intimità è parte della vita quotidiana, e per questo non può essere condannabile come una negligenza da parte del dipendente. La sentenza precisa che il lavoratore è sotto la custodia dell'impresa per cui lavora anche se si trova lontano dal posto di lavoro, soprattutto in viaggi d'affari come quello intrapreso dalla vittima di questo episodio. L'uomo deceduto lavorava come tecnico per la sicurezza e la ditta nella quale prestava servizio è partita proprio nel 2013, anno stesso della sua morte.

Non è escluso che nelle prossime settimane possano esserci aggiornamenti su questa particolare vicenda.

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