Dalle prime ore di questa mattina è in corso a Torino, e in altre province italiane, una vasta operazione di polizia, che ha portato fino ad ora all'arresto di ben 12 persone, tutte appartenenti a vari gruppi ultrà della Juventus. Secondo quanto si apprende dai media locali e nazionali, i soggetti colpiti dall'ordinanza di custodia devono rispondere di reati gravissimi, come estorsioni e violenza privata. L'inchiesta in questione è partita proprio a seguito di alcune denunce presentate all'autorità giudiziaria torinese dallo stesso club bianconero, che ha voluto vederci chiaro e che è ovviamente estraneo alle vicende che riguardano i gruppi ultrà in questione.

L'operazione, denominata "Last Banner" ha colpito il gruppo dei "Drughi", unitamente al "Tradizione - Antichi Valori", "Viking", "Nucleo 1985" e "Quelli...di via Filadelfia". Gli inquirenti ritengono che i soggetti arrestati facessero parte di una vera e propria associazione a delinquere, finalizzata anche alla vendita illecita di biglietti.

La denuncia della Juventus

Il club torinese già un anno fa adottò delle limitazioni per gli ultrà, ma a seguito di ciò, secondo quanto riferisce La Gazzetta dello Sport sulle sue pagine online, proprio alcuni soggetti appartenenti a tale frangia di tifoseria avrebbero messo in atto delle vere e proprie condotte estorsive, anche verso la società, al fine di poter riottenere i benefit perduti.

A quel punto la Juventus FC fece scattare delle denunce, che poi hanno messo gli inquirenti sulle tracce dei responsabili. Tra gli arrestati ci sarebbe anche Dino Mocciola, capo storico dei "Drughi". Al momento non sono moltissime le informazioni che hanno rivelato gli investigatori, i quali spiegheranno tutto presso gli uffici della Procura con una apposita conferenza stampa che si terrà oggi alle ore 11:30.

Infiltrazioni della 'Ndrangheta in curva

La Polizia di Stato di Torino, unitamente agli agenti della Digos, stava già indagando sulle possibili infiltrazioni mafiose nella curva della Juventus. Secondo quanto emerso dalle indagini, proprio alcuni esponenti della 'Ndrangheta, la mafia calabrese, avrebbero preso il controllo di tali operazioni illecite.

Tra l'altro il Mocciola era già finito in carcere in precedenza, in quanto negli anni '90 avrebbe ucciso un carabiniere. Proprio costui sarebbe il principale responsabile delle infiltrazioni 'ndranghetiste nella curva. I "Drughi" stessi avrebbero poi messo a disposizione dei tifosi i biglietti, vendendoli quindi tramite canali non ufficiali, avvalendosi della collaborazione di ben otto biglietterie sparse in tutto il Paese, questo al fine di poter ottenere un numero di tagliandi ben superiore al consentito.