Con una lunga lettera apostolica Papa Francesco ha annunciato un cambio di nome dell'Archivio segreto del Vaticano. Non verrà più definito "segreto", bensì "apostolico". Una decisione a cui Papa Bergoglio è giunto a seguito di diverse sollecitazioni. Un modo anche per eliminare tutte le varie teorie fantasiose che da anni circolano intorno a questi volumi, proprio a causa della parola "segreto".

L'Archivio apostolico

La rivoluzione messa in atto nella Chiesa cattolica da parte di Papa Francesco non manca di grandi colpi di scena.

Per spiegare meglio la sua disposizione, Papa Bergoglio ha scritto una lettera apostolica dove precisa che d'ora in poi non si parlerà più di "Archivio segreto". Infatti, da adesso in poi, si chiamerà "Archivio apostolico". Tale decisione, come racconta il Papa, è stata presa a seguito di varie consultazioni. In particolare, il Santo Padre avrebbe ricevuto negli ultimi anni diverse sollecitazioni provenienti da alcuni Presuli e stretti collaboratori, ascoltando anche "il parere dei Superiori del medesimo Archivio Segreto Vaticano".

Inoltre, per sancire il provvedimento, Papa Francesco ha deciso di togliere la parola "segreto" dal nome dell'archivio. Al suo posto sarà aggiunto l'aggettivo apostolico, in quanto il precedente appellativo rischiava di "essere frainteso, colorato di sfumature ambigue, perfino negative", come scrive lo stesso Bergoglio.

Alcune carte rimangono private

Le opere contenute nell'Archivio apostolico potranno essere consultate senza alcuna modifica nella struttura e nella funzione dello schedario stesso.

Tutti i testi presenti al suo interno potranno essere visti, fatta eccezione per alcuni documenti precisati nella legge del 2005 sugli archivi della santa Sede, emanata da Giovanni Paolo II. Questi ultimi scritti riguardano la struttura interna della Chiesa. In particolare si tratterebbe degli atti dei Conclavi, documenti di Pontefici e cardinali, processi vescovili, posizioni sul personale della santa Sede e le cause matrimoniali, nonché testi appartenenti dalla Segreteria di Stato.

Insomma una svolta di grande importanza, che forse toglierà un po' di linfa a teorie su misteri, complotti e questioni irrisolte più o meno vere o verosimili. Una scelta che dovrebbe avvicinare i fedeli ancor di più alla Chiesa cattolica e che forse scriverà la parola "fine" al filone di misteri e segreti che circolano da anni attorno all'Archivio vaticano.

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