Bergamo mette il freno al gioco d'azzardo. Il provvedimento, arrivato nella serata di sabato, si è reso necessario visto che, nonostante la piena emergenza sanitaria da Coronavirus, molte persone continuavano a recarsi in tabaccheria per tentare la fortuna. "Soprattutto gli anziani", ha spiegato il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che ha emanato un'ordinanza con effetto immediato e valida fino al prossimo 25 marzo.

La misura è arrivata dopo le numerose segnalazioni che i tabaccai stessi hanno fatto arrivare in Comune. Un divieto necessario soprattutto per tutelare la categoria maggiormente vulnerabile al coronavirus.

L'ordinanza contro il gioco d'azzardo del comune di Bergamo

Come noto, gli ultimi provvedimenti governativi hanno ridotto al minimo indispensabile gli spostamenti sul territorio. I tabaccai, però, sono tra le attività che possono restare regolarmente aperte. Certamente non con l'intento di offrire ai cittadini possibilità di svago col gioco d'azzardo. L'ordinanza del sindaco parte proprio da questi presupposti e richiama soprattutto la direttiva emessa dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 12 marzo 2020 indirizzata a tutti i concessionari del gioco pubblico che richiede, come si legge nell'ordinanza firmata da Gori, "il blocco delle slot machines e agli esercenti la disattivazione di monitor e televisori al fine di impedire la permanenza degli avventori all'interno dei locali per l'attività di gioco".

Stop quindi a new slot, gratta & vinci e 10 e lotto: fino al 25 marzo a Bergamo i tabaccai potranno restare aperti soltanto per le attività consentite dal decreto. I trasgressori rischiano di dover rispondere dell'articolo 650 del codice penale: inosservanza ai provvedimenti dell'Autorità. "Rimanete a casa - ribadisce Gori sulla sua pagina Facebook - e se in queste settimane doveste perdere l'abitudine a buttare soldi nel gioco d'azzardo...tanto meglio!".

Dieci pagine di necrologi su L'Eco di Bergamo

La misura anti-azzardo si è resa necessaria per fermare gli ultimi indisciplinati. Bergamo è attualmente la città costretta a pagare il prezzo più alto del coronavirus. Si tratta della provincia italiana con il più alto numero di contagi e di morti.

Ospedali senza più posti, tanto che dal Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono stati programmati 39 trasferimenti in quattro giorni, e due pazienti gravi sono stati trasportati in Sicilia con un aereo militare.

Un dramma che emerge chiaramente su L'Eco di Bergamo: nella giornata di sabato, ben 10 pagine dedicate ai necrologi. Una lista lunghissima a cui ieri si è aggiunto un operatore sanitario del 118 deceduto a soli 46 anni.