Avrebbe premeditato l'omicidio di suo fratello, attendendo che uscisse dalla propria abitazione per poi attaccarlo con dei colpi di coltello alla gola. Così è morto Roberto Chiarenza, un uomo di cinquantasei anni di Grotte, piccolo paesino della provincia di Agrigento. L'omicidio è avvenuto proprio sull'uscio della casa della vittima, in via Orsini, nella mattinata di mercoledì 8 aprile, intorno alle 08:00. Secondo quanto riportato dalle cronache, infatti, è stato subito fermato il fratello che, secondo gli inquirenti, avrebbe agito per vecchi rancori famigliari mai superati tra i due. Le forze dell'ordine hanno subito confermato che le coltellate sferrate sulla vittima sono state plurime.

Omicidio in provincia di Agrigento: la vittima aveva 56 anni ed era di Grotte

Immediatamente il fratello della vittima, Pietro Chiarenza, di 64 anni, è stato bloccato dai carabinieri della stazione di Grotte, coordinati dal sostituto procuratore di Agrigento Cecilia Baravelli. Gli agenti stanno cercando di ricostruire la dinamica dell'omicidio, partendo dal movente, come già detto, legato a vecchi rancori. Non sono ancora certe le notizie ma da indiscrezioni trapelate pare che i due fratelli fossero in crisi da diverso tempo e i continui dissapori potrebbero aver portato il più grande a commettere l'omicidio.

Omicidio di Grotte: i due fratelli vivevano nella stessa palazzina

I due fratelli vivevano all'interno della stessa palazzina, proprio sopra al tabacchino nel quale la vittima lavorava.

A seguito del tragico episodio, avvenuto in pieno centro a Grotte, è giunta immediatamente sul posto anche l'ambulanza del pronto soccorso, sia per la vittima della vicenda ma anche per il presunto omicida che è rimasto ferito ad un occhio. Un dettaglio che per gli inquirenti potrebbe significare che Roberto, prima di morire, abbia tentato di difendersi non riuscendo, purtroppo, nel suo intento.

Nel 2016 era stato condannato per stalking e danneggiamento, successivamente assolto

Pare che il cinquantaseienne, inoltre, nel 2016 avesse subito l'arresto da parte dei carabinieri per stalking e per danneggiamento. Da quelle accuse, però, poco dopo era stato assolto. In un periodo così già tanto turbolento, dunque, si aggiungono anche episodi di cronaca nera come questi che non fanno altro che alimentare la preoccupazione generale e che contribuiscono ad alimentare il clima d'emergenza.

Saranno gli inquirenti, adesso, a cercare di risolvere il caso e a procedere nei confronti del sessantaquattrenne, nel caso in cui venissero confermate le circostanze che lo riterrebbero il responsabile dell'omicidio.

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