Probabilmente, in questo periodo di emergenza, non si aspettava la visita dei Carabinieri e ancora meno pensava di essere arrestato per una rapina ad un distributore di benzina, a cui avrebbe partecipato lo scorso febbraio a Como. Roberto Cossu, 42 anni, barbiere nato a Ittiri, è stato arrestato la scorsa sera dai Carabinieri della compagnia di Alghero con la pesante accusa di rapina in concorso. I suoi presunti complici, un 35enne di nazionalità turca e un operaio 40enne di Como, sono anche loro stati arrestati dai Carabinieri e son finiti nel carcere di Como.

L’ordine di custodia cautelare, emesso dalla Procura della Repubblica della cittadina lombarda, è stato eseguito dai militari di Alghero, che hanno raggiunto il barbiere nella sua abitazione di Ittiri. Ora l’uomo, dopo tutti i controlli di rito, si trova rinchiuso in una cella del carcere sassarese di Bancali in attesa di essere ascoltato dal magistrato che si occuperà del caso. Cossu, rientrato in Sardegna dopo il colpo, era già pronto ad aprire un salone da barbiere nella città di Sassari. Il suo progetto però è stato bloccato prima dalla forzata chiusura delle attività commerciali legate all’emergenza di questo periodo. Ma soprattutto dalle manette che i Carabinieri hanno stretto ai polsi del 42enne originario di Ittiri.

Rapina con ostaggio

Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori dei Carabinieri, coordinati dal tenente colonnello Andrea Ilari, i tre avrebbero messo a segno il colpo lo scorso 6 febbraio, nel distributore di via del Dos, a Como. Il barbiere e i suoi presunti complici avrebbero prima immobilizzato l’unico dipendente della pompa di benzina e poi l’avrebbero legato. I rapinatori avevano anche sparato un colpo, all’indirizzo dell’uomo, che aveva tentato di inseguirli, dopo essersi riuscito a liberare. Fortunatamente però il proiettile non era andato a segno e i tre presunti rapinatori erano riusciti a fuggire e, almeno per qualche tempo, erano anche riusciti a far perdere le proprie tracce.

Il colpo aveva fruttato un bottino di 12 mila euro, l’incasso dell’intera giornata di lavoro del distributore di benzina. Dopo il colpo – secondo i Carabinieri – Roberto Cossu aveva fatto rientro in Sardegna. Da tempo infatti si era trasferito a Linate ma improvvisamente aveva appunto deciso di raggiungere la sua casa di Ittiri e si stava muovendo per aprire una barberia proprio al centro di Sassari. Non pensava minimamente infatti di essere tenuto sotto controllo dai Carabinieri, che non l’hanno mai perso di vista. Sono stati proprio loro infatti a scoprire che l’uomo stava investendo del denaro per aprire appunto una nuova attività.

L’arresto dei complici

Circa un mese dopo il colpo al distributore di benzina, i presunti complici del barbiere di Ittiri si erano resi responsabili di un’altra rapina.

Questa volta ad una gioielleria, proprio al centro di Como. Per il colpo – secondo quanto ricostruito dai Carabinieri – i due presunti complici si erano coperti il volto con una mascherina antivirus e avevano svaligiato la gioielleria. Uno dei due, l’operaio lombardo, conosciuto dalle Forze dell’Ordine, era stato subito arrestato. Mentre il suo presunto complice, il 35enne turco, era invece riuscito a fuggire. Gli investigatori dei Carabinieri però, dopo brevi indagini, lo scorso sette marzo l’avevano bloccato e arrestato in un bar vicino alla frontiera con la Svizzera. L’uomo stava cercando di vendere un anello molto prezioso, dal valore di cinque mila euro, frutto della rapina alla gioielleria. All’appello, a questo punto, mancava soltanto il barbiere ittirese che probabilmente pensava di averla fatta franca.