A Roma Nicola Russo, ex guardia giurata di 67 anni, ha ucciso la moglie e ferito gravemente il figlio di 44 anni, prima di togliersi la vita con un colpo di arma da fuoco. Il 44enne è stato ricoverato urgentemente in ospedale e lotta tra la vita e la morte dopo essere stato operato. Gli inquirenti indagano per definire la dinamica dei fatti.

Tragedia familiare a Primavalle: ex guardia giurata si toglie la vita dopo aver ucciso moglie e figlio

La tragedia si è consumata a Roma, nel quartiere Primavalle, nella mattinata di oggi 23 maggio intorno alle 9:00. Al culmine di una violenta lite in via Torrigio un'ex guardia giurata, Nicola Russo, ha ferito sua moglie Gerarda Di Gregorio con un coltello, per poi spararle.

Russo ha puntato l'arma anche contro suo figlio di 44 anni, ferendolo gravemente. In seguito l'ex guardia giurata avrebbe puntato l'arma da fuoco alla sua tempia per togliersi la vita. Ad assistere alla tragedia c'era anche la nuora, che è la testimone oculare dei fatti. I tre feriti sono stati trasportati all'ospedale Gemelli, ma Gerarda Di Gregorio è deceduta durante la corsa disperata presso il nosocomio. Poco dopo è stato confermato anche il decesso dell'ex marito. Il figlio di 44 anni è stato operato e lotta tra la vita e la morte.

Uccide la moglie al culmine di una lite: il figlio lotta tra la vita e la morte

Secondo una prima ricostruzione, in base dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti, pare che la coppia stesse attraversando un periodo di distacco e la moglie si fosse recata in via Torrigio, accompagnata dal figlio e la nuora, per recuperare alcuni effetti personali.

La lite tra coniugi è degenerata fino all'aggressione e agli spari, uditi anche dai vicini. A Il Messaggero uno di loro ha dichiarato: "Ho visto una persona a terra con una ferita alla gola, sanguinava e ho pensato fosse morto". Gli agenti del commissariato di Primavalle stanno indagando sul tragico accaduto, per fare chiarezza sulla dinamica dei fatti e sul movente che ha spinto Nicola Russo a commettere un gesto così estremo.

Gli inquirenti stanno interrogando i vicini di casa per far luce sulla vicenda. Secondo alcuni abitanti del quartiere, il clima che si respira in questo periodo di emergenza sanitaria avrebbe contribuito a peggiorare lo stato di agitazione dell'uomo. "Questo tentato omicidio è colpa del coronavirus.

La gente è spaventata all'idea della morte, i nervi sono tesi" hanno affermato alcuni residenti all'agenzia Agi.

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