La pandemia provocata dal coronavirus continua a mietere vittime e contagi in tutto il mondo. Nelle scorse ore l'Ungheria ha comunicato che dal prossimo 1° settembre chiuderà le frontiere a tutti i cittadini stranieri. Per i cittadini ungheresi che provengono da altre nazioni l'ingresso nel territorio nazionale sarà invece consentito presentando due test negativi. Chi non fosse in possesso della certificazione sanitaria, dovrà osservare un periodo di isolamento di 14 giorni. La decisione è stata presa dopo che nel Paese governato da Viktor Orban si è registrato un sensibile aumento dei casi dovuti alla Covid-19.

La notizia è stata confermata ai media internazionali da Gergely Gulyas, capo di gabinetto del Premier.

Il Governo valuta anche alcune eccezioni

Dal 1° settembre nessun cittadino straniero potrà entrare in Ungheria, anche se ci potrà essere qualche eccezione. Su questo punto si attendono ulteriori precisazioni da parte dell'Esecutivo di Budapest. Secondo Gulyas l'aumento dei contagi è avvenuto soprattutto in conseguenza dei viaggi fatti all'estero dagli ungheresi: in tanti sarebbero stati trovati positivi al rientro dopo aver eseguito i test diagnostici. Anche alcuni viaggiatori stranieri, sempre in Ungheria, sono stati trovati positivi alla Covid-19. Potranno entrare liberamente nel territorio ungherese i convogli militari, le persone che viaggiavano per motivi umanitari e il personale diplomatico.

L'informazione è riportata dall'agenzia Adnkronos.

La pandemia nel mondo

La Johns Hopkins University ha reso noti i nuovi dati della pandemia a livello globale. Dall'inizio dell'emergenza le autorità sanitarie hanno individuato 24.532.147 persone affette dal virus Sars-CoV-2. Sono invece 832.918 i pazienti deceduti a causa della Covid-19. Gli Stati Uniti restano, a oggi, la nazione più colpita dall'emergenza sanitaria, dove si contano 5.884.174 casi di positività al coronavirus. Anche il nostro Paese, in queste ultime settimane, sta vedendo aumentare nuovamente i casi di infezione. Nella giornata del 27 agosto, sul nostro territorio nazionale, si sono registrati 1.462 nuovi casi. L'attenzione delle autorità governative rimane alta e gli esperti raccomandano ancora prudenza ai cittadini.

Al momento non c'è una cura o un vaccino per contrastare la malattia per cui il modo migliore per non infettarsi resta quello di lavarsi le mani, indossare la mascherina e osservare le misure minime di distanziamento sociale.