I dati sul Coronavirus continuano a far parte della quotidianità degli italiani. Quella di diffondere il bollettino dei contagi è una scelta che desta polemiche. Di certo c'è che negli ultimi giorni si registra un aumento dei tamponi positivi. Effetto dell'individuazione di alcuni focolai e anche di alcuni casi rintracciati tra gruppi di migranti arrivati sulle coste italiane. L'evoluzione negativa potrebbe causare un trend costante fino a determinare la necessità di nuove e importanti misure restrittive. Proprio su questo punto, Affari Italiani ha raccolto il parere del virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco.

Focolai efficacemente individuati in Italia

Prima di lasciarsi andare a facile allarmismi, bisogna fare considerazioni oggettive. L'Italia è uno dei paesi che, a livello mondiale, registra numeri che attestano una ottima efficacia del sistema sanitario contro il coronavirus. Merito di un'esperienza acquisita sul campo che oggi permette di isolare i focolai, tracciare i contatti dei positivi e stoppare in maniera prematura eventuali situazioni problematiche. Il tempo chiarirà se ci sarà un eventuale innalzamento del numero dei cluster e se le risposte dell'apparato organizzativo avranno la stessa capacità mostrata fino a questo momento.

Coronavirus: dubbi su cosa accadrà con l'abbassamento delle temperature

Non c'è al momento certezza scientifica rispetto al fatto che il caldo abbia influito sul miglioramento della situazione epidemiologica del Paese. È presente il sospetto che l'autunno e l'inverno possano in qualche modo far lievitare il numero dei casi, anche solo perché ci sarà una maggiore consuetudine nello stare in luoghi chiusi.

Nel mondo scientifico sta emergendo l'idea che esiste la possibilità, ma non la certezza, che anche l'Italia possa subire una seconda forte ondata pandemica.

Nuovo lockdown da considerare almeno come ipotesi

"Si vis pacem, para bellum" recita una vecchia citazione latina dello scrittore romano Vegezio.

L'invito è quello di prepararsi alla guerra se c'è la pace. E sembra essere questo il pensiero di Fabrizio Pregliaso. Tra i virologi è tra coloro che hanno sempre manifestato un pensiero improntato all'ottimismo, senza tradire mai punti di vista prudenziali e realisti. "Una seconda ondata - ha dichiarato ad Affari Italiani - deve essere il modello a cui prepararsi per affrontare quello che potrà succedere se la capacità di individuare i focolai verranno meno e se i comportamenti degli italiani non saranno sufficientemente corretti". Sotto il profilo sociale ed economico c'è timore che un giorno possa essere nuovamente necessario chiudere tutto. Non a caso quando gli si chiede di escludere la possibilità di un nuovo lockdown, il virologo preferisce mantenere i piedi per terra.

Il messaggio è chiaro: '"Sono ottimista ma prudente, il rischio incombe".

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