Fabrizio Pregliasco torna a parlare di Coronavirus. Il virologo e docente dell'Università di Milano ha provato spiegare quelli che potrebbero essere gli scenari a partire da settembre, con la riapertura delle scuole. Lo ha fatto in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Coronavirus: nuovi casi, indice Rt e ricoveri, le cifre non sono positive

A partire dalla seconda metà di agosto il dato dei contagiati si è alzato rispetto agli standard di poco più di un mese fa. Uno scenario a cui, però, fa da contraltare positivo la netta prevalenza di asintomatici. "I casi - evidenzia Pregliasco - stanno aumentando, i soggetti in terapia intensiva sono triplicati, nell'ultima settimana sono stati intercettati 691 nuovi focolai e l'indice contagio è arrivato a 1,14".

Un infetto può, perciò contagiare più di una persona, dato che va in controtendenza rispetto allo scenario auspicale di avere un indice al di sotto di 1. Numeri quelli elencati dal virologo che apparentemente sono tutti negativi, ma è lui stesso a fornire il rovescio positivo della medaglia. "Dimostra - spiega - la capacità di individuare i positivi e controllarli". Il punto sui verte la visione non negativa dei fatti risiede nel fatto che, al momento, tutti i parametri evidenziano come la gestione sia possibile senza troppi affanni e che, in ogni caso, occorrerà abituarsi al fatto che il virus c'è.

L'inizio della scuola secondo Fabrizio Pregliasco potrà essere considerato uno "stress test".

Le conseguenze inevitabili, a suo avviso, sarà l'emergere di qualche cluster e qualche famiglia ne subirà le conseguenze. Ma si tratterà di quelli che, a suo avviso, saranno criticità risolvibili. Il bicchiere mezzo pieno secondo lo scienziato lo si potrebbe vedere su alcuni dati di fatto. Il virus non sarebbe mutato, ma oggi l'abilità di individuare i positivi e di trattare in maniera tempestiva i sintomatici assicura una grande capacità di risposta sanitaria.

Pregliasco avverte: seconda ondata una possibilità

Negli altri paesi iniziano a profilarsi nuove chiusure. Israele, ad esempio, ha disposto un nuovo lockdown. E gli Stati Uniti meditano restrizioni. L'Italia osserva con apprensione all'idea che un'eventuale risalita dei contagi possa generare la necessità di una scelta finalizzata a tutelare la salute pubblica, ma a mettere ancora una volta in ginocchio l'economia.

Pregliasco manifesta il suo ottimismo, ma anche la prudenza. L'obiettivo è essere pronti a qualsiasi evenienza. "Prepariamoci - dice al Corriere della Sera - a una seconda ondata ed, eventualmente, a lockdown mirati". Ancora, prima, però bisognerà confermare le buone capacità di risposta della sanità territoriale che consentiranno e di evitare il peggio. Non a caso il virologo parla della necessità di evitare la psicosi da Covid. "Ci sono - evidenzia - altre malattie che si stanno trascurando e richiedono assistenza".

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