Che il 2021 potesse essere iniziare come un complicato banco di prova contro il Coronavirus era un rischio conosciuto. Tuttavia, i segnali che provengono dalla curva epidemica sembrano orientare il governo verso un nuovo Dpcm che avrà una direzione molto prudenziale. Potrebbero esserci nuove restrizioni e limitazioni. C'è voglia di non correre rischi in una fase delicata, sospesa tra l'inizio della campagna vaccinale e il timore di possibili nuovi picchi che potrebbero rendere le cose più complicate. A fare il punto della situazione in un'intervista rilasciata a Il Messaggero è stato Fabrizio Pregliasco.

Coronavirus, Pregliasco spiega la situazione

Il virologo dell'Università di Milano non si contraddistingue mai per toni particolarmente allarmisti.

Il suo punto di vista è spesso espresso con pacatezza e realismo, ma al di là dei toni nelle sue parole filtra una certa voglia di trasmettere la necessità di restare in guardia. "Sappiamo - ha evidenziato - che dobbiamo stare attenti perché quella che stiamo osservando ora non è un'ondata".

Pregliasco la situazione parla di "prodromi di una possibile nuova ondata". Il virologo sottolinea come lo scenario possa anche, in parte, dipendere da ciò che ha definito "comportamenti irresponsabili ed eccessivi che abbiamo osservato durante le feste".

Una causa, ma non l'unica. Tuttavia, individuato il male, arriva il momento di trovare una cura. E secondo il professore potrebbe essere arrivato il momento di una terapia d'urto che, in un certo senso, possa essere limitata in senso temporale, ma forte nell'azione "Credo - ha puntualizzato - che a questo punto l'offerta più utile è quella di tentare una 'dose da cavallo' per poco tempo, piuttosto che definire limiti e orari che, come si è già visto, sono meno gestibili dalla popolazione".

Contro il Covid Pregliasco pensa a più zone rosse

Una dichiarazione che arriva quando si avvicina il momento in cui il governo dovrà predisporre il testo del nuovo Dpcm. E, stando alle indiscrezioni, tutto lascia intendere che si avrà qualche restrizione in più. Tante regioni, inoltre, sembrano destinate a cambiare colore, sulla base del nuovo metodo di classificazione.

"Credo - ha ammesso il virologo - che sia necessario rafforzare le misure più restrittive almeno per uno-due mesi. Per quanto possibile le zone rosse devono essere estese e più numerose".

Una soluzione che, secondo il professor Pregliasco, dovrebbe essere adottata quantomeno nel primo periodo in cui sarà in corso la vaccinazione.

E tra i pensieri espressi dal virologo ve ne è uno che può essere considerato riassuntivo rispetto alla situazione.

"Il guaio - ha detto il professore - è che finché non ci sarà una vaccinazione ampia, questo virus continua la sua corsa".

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