Percepivano il reddito di cittadinanza e facevano la bella vita spacciando sostanze stupefacenti. La banda di spacciatori a gestione familiare (ma non solo) – madre, figlia e rispettivi compagni - è stata sgominata dai carabinieri che, nella mattinata di oggi 15 gennaio, hanno stretto le manette ai polsi di cinque persone. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Valledoria sono iniziate due mesi fa e sono state coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Sassari, Angelo Beccu. Per tutti le accuse formulate dalla Procura sono quella di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

I carabinieri di Valledoria, coordinati dal capitano Sergio Pagliettini, con la collaborazione degli uomini dello Squadrone Eliportato di Sardegna, dei colleghi del nucleo cinofili di Abbasanta e dei carabinieri del comando provinciale di Sassari, durante l'operazione hanno sequestrato quasi 60 grammi di cocaina, 2 di eroina e 54,3 grammi di marijuana. Secondo l'accusa la banda si riforniva della sostanza stupefacente da un 23enne di Porto Torres e spacciava la droga soprattutto nella bassa valle del Coghinas. Tutti gli arrestati si trovano agli arresti domiciliari in attesa del processo che si svolgerà in un'aula del Tribunale di Sassari.

Le indagini dei carabinieri

L'operazione messa a segno dai carabinieri, soprannominata “Bella Vita”, è nata da una serie di certosine indagini svolte dagli investigatori dell'Arma.

In particolare i militari di Valledoria avevano ricevuto numerose segnalazioni che parlavano del particolare stile di vita di una delle arrestate, M.L. 47enne nata a Tempio Pausania ma residente da tanto tempo a Valledoria. La donna infatti nonostante percepisse il reddito di cittadinanza si permetteva lussi al di fuori delle sue possibilità. Ed è proprio per questo motivo che i carabinieri hanno iniziata a tenerla d'occhio.

Grazie ai suoi movimenti sono infatti riusciti a ricostruire il sodalizio criminale che, secondo i militari, era appunto gestito dalla 47enne nata a Tempio Pausania. E composto dalla figlia 23enne N.B., nata a Sassari e residente a Valledoria e dai rispettivi compagni di mamma e figlia: A.P., 34 anni, sassarese ma residente Valledoria e M.L, 29 anni nato a Sassari e residente a Valledoria.

Il loro tenore di vita, molto alto, è stato il campanello d'allarme che ha fatto scattare le indagini dei carabinieri.

Controlli e pedinamenti

I carabinieri della Compagnia di Valledoria per mesi hanno osservato, controllato e pedinato la banda che per mesi avrebbe smerciato droga in tutta la bassa valle del Coghinas. Ognuno aveva il suo ruolo nel sodalizio criminale. C'era infatti chi spacciava e chi, come E.C., 36enne incensurata, nata a Sassari ma residente a Trinità d'Agultu, svolgeva la mansione di autista durante i viaggi, numerosi, che il gruppo effettuava per andate a recuperare la droga a Porto Torres. Le indagini dei militari hanno anche appurato che, oltre agli arrestati e agli indagati, anche numerosi acquirenti delle sostanze stupefacenti percepivano il reddito di cittadinanza.

Mentre i componenti della banda spendevano il denaro ricavato dalla vendita della droga – come hanno appurato le indagini dei carabinieri – in acquisti di beni di lusso ma anche di automobili. Così come anche in beni di consumo acquistati soprattutto in piattaforme online.

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