L'Italia va verso un nuovo lockdown? Gli italiani si pongono la domanda, anche perché i dati relativi al contagio da Coronavirus continuano ad essere tutt'altro che tranquillizzanti. Nei giorni scorsi il consulente della Regione Lombardia Guido Bertolaso ha fatto capire che l'Italia viaggia, nella sua interezza, a grandi passi verso la zona rossa. Una previsione che, di fatto, porterebbe il paese in una situazione quasi analoga a quella di marzo scorso, con poche differenze. Ci sarebbe qualche attività in più aperta, ma non si potrebbe uscire di casa senza avere adeguata motivazione in tutta Italia.

Italia in lockdown? Pregliasco: "Tre regioni messe male"

Nel corso della trasmissione Tagadà di La7 sulla questione è intervenuto il professor Fabrizio Pregliasco. "Tre - ha detto il virologo - sono le regioni messe male. Oltre alla mia Lombardia, la Campania, l'Emilia Romagna con la zona del bolognese dai segnali che arrivano dagli ospedali".

La situazione epidemica, però, pare preoccupante. "Direi - ha evidenziato il medico - che siamo in una fase ascendente, quello che si vede dell'epidemia è sostanzialmente uguale il momento della rampa di incremento della seconda ondata di ottobre. Purtroppo questa velocità di incremento nel numero di casi avviene in modo esponenziale, epidemico".

Terza ondata e possibili effetti del lockdown

Questo è però anche il momento di capire quali potrebbe essere la contromisura più efficace. La serrata totale fa parte del novero delle opzioni. "Un lockdown generalizzato - ha chiarito Pregliasco - avrebbe un effetto più rapido. Però credo sia veramente impossibile da attuare alla luce dell'accettabilità e della possibilità reale, operativa a livello nazionale".

Il virologo ha parlato della possibilità che si possa proseguire il più possibile con interventi "chirurgici" in fatto di restrizioni.

Oggi si inizia ad ipotizzare anche l'individuazione di una possibile "soglia critica". In particolare sta emergendo l'ipotesi secondo cui nell momento in cui si dovessero toccare i 40.000 contagi, potrebbe diventare il momento di nuove restrizioni o di una stretta ulteriore.

"Sicuramente - ha detto Pregliasco in relazione alla cifra - vuol dire ritornare ad una situazione pesantissima che abbiamo già visto durante la seconda ondata e che a quel punto potrebbe essere l'elemento che ci costringere ad arrivare a questo".

Nuovo Dpcm e vaccino coronavirus: 'C'è aspettativa positiva'

Il professore ha, però, sottolineato quanto può essere il comportamento dei cittadini. "Collaborare - ha spiegato - vuol dire centellinare il numero dei contatti. Questa è la situazione ad oggi: ogni contatto interumano che abbiamo è a rischio. Dobbiamo gestirlo. I Dpcm cercano aspetti formali, più o meno controllabili, pur nella difficoltà di controllarli, per ridurre quella possibilità per noi di avere questi contatti".

Non è un mistero che, ad oggi, l'arma più efficace da uscire quello che è un vero e proprio incubo resti la vaccinazione. Sono tanti oggi gli italiani che confidano di poter ricevere la somministrazione al più presto possibile, sebbene le difficoltà siano note e oggi le cose non vadano spedite come si sarebbe potuto auspicare. "C'è questa aspettativa positiva - ha detto Pregliasco - devo dire della maggioranza degli italiani, anche se alcune stime ci dicono che un 15-20% pare non sia così entusiasta di vaccinarsi. Ed è veramente incredibile".

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