Durante l’interrogatorio di garanzia di questa mattina, 26 aprile, Claudio Dettori non ha voluto rispondere alle domande degli inquirenti e comunque si è dichiarato innocente. Il 24enne sassarese è accusato di aver ucciso nella mattinata di venerdì Antonio Fara, colpendolo più volte con un martello. Il barista 47enne, molto conosciuto a Sassari per la sua disponibilità, da qualche giorno lo ospitava nel suo appartamento dove appunto è andato in scena il tragico delitto. Ora il presunto assassino si trova in una cella del carcere sassarese di Bancali dove questa mattina, davanti al pubblico ministero Giovanni Porcheddu e al gip Antonello Spanu, si è avvalso delle facoltà di non rispondere alle domande formulate dagli investigatori.

Il giovane però ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee, assicurando appunto la sua totale innocenza ed estraneità al delitto avvenuto venerdì scorso in un appartamento di via Livorno, a Sassari. Nel frattempo i carabinieri hanno ritrovato quella che potrebbe essere l’arma del delitto, sparita dalla casa della vittima. Potrebbe essere un martello, ritrovato completamente ripulito, all’interno di un cassetto della cucina della vittima. Secondo il medico legale infatti l’arma ritrovata sarebbe compatibile con le ferite riportate sulla testa dal barista ucciso. Soltanto le specifiche analisi effettuate dai Ris potranno però trovare qualche traccia sull’arma del Dna dell’assassino.

Le immagini delle telecamere

“Al momento dell’omicidio il mio assistito non si trovava all’interno dell’appartamento, lo dimostrano le immagini delle telecamere di sicurezza”. L’avvocato Marco Salaris è sicuro di quello che dice perché, insieme al collega Claudio Mastrandrea, ha da subito assunto la difesa di Claudio Dettori.

La vittima e l'assistito – assicurano i legali – si conoscevano da tempo e tra loro c’era un rapporto d’amicizia. Al punto che Dettori "spesso e volentieri entrava ed usciva dall’abitazione della vittima. Non avendo però le chiavi – spiegano – era sua abitudine uscire dalla casa scavalcando il muro del cortile", per poi entrare dalla porta secondaria che era sempre aperta.

Come appunto è stata trovata dagli investigatori. Una versione però che andrebbe in contrasto con quella ricostruita dagli inquirenti che, analizzando le immagini, sono arrivati a una diversa conclusione. Nei filmati infatti si vedrebbe Dettori entrare e uscire dall’appartamento della vittima in orari compatibili con l’ora del brutale omicidio. Chi ha ucciso Antonio Fara ha infatti utilizzato quella porta per scappare. Passando per altri cortili e poi saltare un muro di tre metri che si affaccia in una via parallela a quella dell’abitazione.

Un carattere violento

Claudio Dettori da tempo aveva interrotto tutti i rapporti con i suoi familiari. Chi lo conosce bene assicura che il suo carattere era piuttosto particolare al punto che era stato allontanato da tutti perché irascibile e violento.

Sembrerebbe anche che da poco avesse ricevuto una coltellata durante una rissa, una delle tante. Quando si è sparsa la voce del suo presunto coinvolgimento nel delitto una sua ex fidanzata non si sarebbe stupita. Nel gennaio del 2019 infatti la giovane era stata scaraventata di peso all’interno di un cestino dell’immondizia, in via Tavolara, a Sassari. Fatto immortalato dalle telecamere.

Un gesto talmente violento che aveva fatto pensare al peggio. Anche se fortunatamente la giovane si era poi rialzata dopo la botta e aveva addirittura tentato di schiaffeggiare il suo allora fidanzato. La giovane ha assicurato che anche lei avrebbe rischiato grosso: “Da uno come lui ci si aspetta di tutto – avrebbe dichiarato agli inquirenti – ma fate attenzione, lui non è malato". Ma cattivo. "Anche io ho provato ad aiutarlo, purtroppo inutilmente”.