Durante la puntata della trasmissione televisiva ‘Pomeriggio 5’, l’ex pubblico ministero che si occupò delle indagini su Denise Pipitone all'epoca dei fatti, riferisce che qualcuno l’ha salvata, mentre "alcuni familiari voleva farle del male". La conduttrice Barbara D’Urso ha sentito telefonicamente la dottoressa Maria Angioni, il pm che svolse le indagini sulla vicenda della bambina di 4 anni scomparsa a Mazara del Vallo l'1 settembre del 2004. L'ex pm ha aggiunto che sono affiorati più indizi di colpevolezza anche nei confronti di altri personaggi legati ai due nuclei famigliari Pulizzi e Corona.
Qualche giorno prima l'ex pm aveva ipotizzato che Denise Pipitone potesse essere stata rapita da due famiglie diverse
Nel dettaglio la dottoressa Maria Angioni ha spiegato che ci sarebbe stato un primo gruppo famigliare che voleva fare del male a Denise Pipitone. La prima famiglia sarebbe stata indotta dal rancore. La seconda famiglia, viceversa, sarebbe intervenuta per proteggerla e salvarla fisicamente. L'ex pm, Maria Angioni, oltretutto, qualche giorno prima, proprio durante la trasmissione televisiva Mattino Cinque, aveva ipotizzato che Denise Pipitone potesse essere stata rapita da due diverse famiglie. A detta del magistrato, il secondo nucleo famigliare non avrebbe avuto assolutamente intenzione di denunciare il primo gruppo, facendosi, quindi, giustizia da sé.
Un anonimo sa tutto da 17 anni e non ha mai parlato perché ha paura
Intanto, due giorni fa, un altro colpo di scena nel caso Denise Pipitone. Nel dettaglio, un anonimo, dopo aver spedito una lettera all’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, ha scritto anche alla redazione della trasmissione di Rai 3 ‘Chi l’ha visto?', condotta da Federica Sciarelli, che in tutti questi anni non ha mai smesso di occuparsi del caso della bimba scomparsa. Nella missiva si legge che ormai sono 17 anni che lui sa tutto e non ha mai parlato prima, perché ha paura. Sembrerebbe, quindi, che l’anonimo faccia riferimento anche ad alcuni testimoni oculari, asserendo di essere certo, al cento per cento, di ciò che ha avuto modo di vedere.
Piera Maggio, la quale chiedeva all’anonimo di farsi sentire, chiede di mettere fine a tutto questo dolore
Qualche giorno fa, l'avvocato Frazzitta aveva invitato il testimone a farsi vivo, dichiarando in tivù che lui, in qualità di legale, e la famiglia avevano necessariamente bisogno di fare un passo avanti in questa vicenda. Un appello lanciato anche da Piera Maggio, la quale chiedeva all’anonimo di farsi sentire, in modo da mettere fine, una volta e per sempre, a tutto questo dolore.