Nella serata di mercoledì, 12 gennaio, il Ministro della salute, Roberto Speranza, e il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, hanno firmato un'ordinanza per far fronte all'epidemia di Peste suina Africana. Il Governo ha vietato fare trekking, andare in bicicletta, ma anche pesca, caccia e raccolta funghi nei boschi di 114 comuni italiani con un divieto d'accesso che durerà sei mesi e che coinvolgerà i boschi di Piemonte e Liguria. Il virus è molto pericoloso per alcuni animali ma non danneggia l'uomo. Il primo caso è stato scoperto in Piemonte, ma altri contagi sono stati rilevati tra Savona e Genova.

Vietati caccia, pesca e attività nei boschi di Piemonte e Liguria

La situazione è stata monitorata dai Ministri della Salute e dell'Agricoltura che hanno deciso di vietare l'accesso ai boschi di diversi comuni tra la Liguria e il Piemonte per contenere il contagio. Il virus colpisce soprattutto suini e cinghiali e non è pericoloso per l'essere umano, ma i vari divieti che sono stati imposti per l'uomo servono per contenere la diffusione del virus attraverso le suole delle scarpe o la superficie delle attrezzature. La Peste suina Africana potrebbe arrivare agli allevamenti e apportare dei danni incalcolabili, tali da rendere necessario abbattere i capi di bestiame infetti.

Sospese esportazioni per alcuni Paesi

Il divieto d'accesso interessa le aree boscose della zona colpita dall'epidemia di Peste suina Africana, 78 comuni in Piemonte e 36 in Liguria, e sono state vietate diverse attività, dalla caccia al trekking. Vietato anche raccogliere tartufi, funghi e andare in bicicletta, insieme a qualsiasi altra azione che possa comportare un contatto diretto o indiretto con i cinghiali infetti.

Il primo caso di infezione è stato rilevato una settimana fa a Ovada, in Piemonte, quando è stata ritrovata la carcassa di un cinghiale infetto. Il Ministero ha voluto chiarire che non ci sono pericoli per l'uomo, ma è fondamentale salvaguardare il tessuto produttivo legato alla filiera suinicola e in particolare i prosciutti.

Allevatori e trasformatori che esportano il prodotto made il Italy, infatti, sono in allarme perché potrebbero subire gravi danni da questa situazione. Il rilevamento di casi di Peste suina Africana tra Alessandria, Genova e Savona, infatti, ha portato allo stop delle esportazioni di carne fresca e derivati verso il Giappone, la Serbia, Taiwan e Cina.

Preoccupazione per il settore turistico a causa del blocco delle attività all'aperto

C'è una forte preoccupazione anche nel settore turistico e delle attività all'aria aperta e l'assessore regionale della Liguria, Berrino, ha sottolineato le conseguenze che il provvedimento restrittivo nei boschi potrebbe portare ai paesi dell'entroterra. Il divieto durerà sei mesi, e non coinvolge le attività economiche e gli spostamenti all'interno dei comuni, ma non si esclude che potrebbe essere interrotto se la situazione dovesse migliorare.