Il Ministero della Salute libanese ha aggiornato il bilancio delle vittime e dei feriti, precisando che diciotto persone sono morte e centoventiquattro sono rimaste ferite a causa degli attacchi israeliani nel Paese nelle ultime ventiquattro ore. L'aggiornamento, diffuso il 16 maggio 2026, evidenzia una situazione di forte tensione nelle aree meridionali del Libano, costantemente teatro di raid aerei e bombardamenti di artiglieria.
I raid hanno interessato diverse località nel sud del Libano. Tra le aree colpite, si registrano attacchi a Tayr Falsayh, dove un raid aereo su un'abitazione ha causato due morti e cinque feriti, e nella zona dell'incrocio Sarbin, dove il fuoco di artiglieria ha provocato un morto e un ferito.
Altri centri coinvolti sono Jebchit, Qaqaiyat al-Jisr, Mayfadoun, Nabatieh al-Fawqa, Srifa, Deir Qanoun Ras al-Ain e Bayt al-Sayyad.
L'escalation degli attacchi nel sud del Libano
Questi attacchi si inseriscono in un contesto di escalation iniziato il 2 marzo. Da quella data, il bilancio complessivo delle vittime in Libano è salito a 2.969 morti e 9.112 feriti, con dati aggiornati al 16 maggio. Le operazioni militari hanno interessato in particolare il sud del Paese, dove numerosi villaggi e città sono stati colpiti da raid aerei e bombardamenti di artiglieria.
Il giorno precedente, 15 maggio, un attacco aveva colpito una struttura medica a Nabatieh, causando la morte di tre paramedici libanesi e il ferimento grave di un altro operatore sanitario.
Le autorità sanitarie continuano a monitorare la situazione e a fornire aggiornamenti costanti sul bilancio delle vittime e dei feriti.
Il ruolo del Ministero della Salute libanese
Il Ministero della Salute del Libano, tramite il Centro Operativo di Emergenza Sanitaria, svolge un ruolo cruciale nella coordinazione della raccolta dati su vittime e feriti e nella gestione della risposta sanitaria alle emergenze. L'ente fornisce inoltre supporto logistico a ospedali e strutture mediche nelle aree colpite, garantendo assistenza ai feriti e monitorando l'andamento della situazione sanitaria nelle zone più interessate dai bombardamenti.