Debutta oggi negli Stati Uniti «When We Rise».

Lo show narra lotte personali, politiche, battute d'arresto e trionfi degli attivisti LGBTQ, che hanno contribuito all’uguaglianza dei transgender negli Stati Uniti. Creato e prodotto dal premio Oscar Dustin Lance Black, la miniserie di 4 puntate verrà trasmessa in esclusiva dalla ABC e vanta fra gli interpreti Guy Pearce, Rachel Griffiths e Ivory Aquino: volti che si uniscono a Rosie O'Donnell e Whoopi Goldberg nella lotta per i diritti LGBTQ.

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«All’epoca nessuna di queste persone si proponeva di compiere un atto storico o eroico. Ma non ha mai smesso di lottare. E non c'è niente di più stimolante di qualcuno che si rialza sempre per continuare a lottare», ha dichiarato Mary Louise-Parker a People.

«È una storia sui diritti degli omosessuali, di diritti civili. Ma allo stesso tempo parla di femminismo», aggiunge Jonathan Majors: «E se unisci tutti questi fattori diventa una favola “umana”».

When We Rise, la nuova miniserie di Dustin Lance Black
When We Rise, la nuova miniserie di Dustin Lance Black

Mentre la Aquino, che lo scorso gennaio ha rivelato a People di essere transgender, commenta: «Ogni omosessuale, ogni lesbica, ogni persona trans ha una famiglia che li ama e che amano».

Negazione dei diritti

A seguito di una nuova sentenza del presidente Donald Trump, e che annulla le protezioni precedentemente assegnate ai bambini transgender, Black ha rilasciato al magazine una dichiarazione esclusiva: «La Casa Bianca è piena zeppa di padri di famiglia.

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Vorrei proprio sapere cosa risponderebbe ognuno di loro se le loro figlie a scuola, fossero costrette ad usare il bagno dei maschi. Sono certo che lotterebbero con le unghie per evitare che una cosa del genere possa accadere. I bambini trans in America sono tutti figli della comunità, e le loro vite valgono tanto quanto quella di chiunque altro. Quindi dobbiamo batterci con uguale vigore per permettere che possano crescere sani e tutelati, ed essere orgogliosi del proprio Paese».

La questione sostanziale che Trump ha rimbalzato alle singole amministrazioni ruota attorno a tre ipotesi: se gli studenti transgender nelle scuole pubbliche possono essere autorizzati ad utilizzare toilette gender-appropriate, se le scuole possono richiedere ai soggetti in questione di utilizzare singoli bagni appositi, oppure se gli studenti devono continuare ad utilizzare i servizi igienici corrispondenti al sesso biologico.

Come riporta The Daily Beast, a livello legale ci sono due alternative: prima di tutto è possibile seguire una «lettera di orientamento», assegnata alle scuole da parte del Dipartimento dell’Educazione: documento che secondo il Title IX che vieta la discriminazione nei contesti educativi basata sul sesso, tutela i trans e richiede alle scuole di permettere l’uso di servizi igienici gender-appropriate.

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Ma non ha un valore legale.

Oppure perseguire una via legale più «violenta», come nel causa intentata dalla ACLU per Gavin Grimm, uno studente transgender della Virginia a cui è stato impedito di usare la toilette gender-appropriate. Il caso G.G. v. Gloucester County School Board verrà discusso il 28 marzo presso la corte suprema della Virginia, e deciderà se il Title IX tutela davvero i diritti trans.

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