Nel tardo pomeriggio di ieri Antonio Dikele Distefano ha diffuso un articolo dall'emblematico titolo "Un mio articolo non ti farà vendere più dischi". Nel pezzo ci sono evidenti riferimenti al recente scontro mediatico che l'uomo simbolo di Esse Magazine ha avuto con Jamil e Vacca.

L'artista veronese classe 1991 e il suo padrino artistico nell'ultimo periodo si sono infatti scagliati più volte contro Dikele, arrivando addirittura ad utilizzare la parola "Mafia" per descrivere una sorta di sistema – di cui il noto scrittore rappresenterebbe un elemento cardine – costituito da magazine, editoria, televisione e popolari canali social.

Questo sistema di stampo clientelare, nell'idea dei sostenitori della tesi, privilegerebbe determinati artisti amici, piuttosto che altri più scomodi, che verrebbero ingiustamente ignoranti dalla macchina dell'informazione rap in Italia. Di quest'ultima categoria farebbero parte, secondo il loro punto di vista, anche Vacca e Jamil.

Le parole di Antonio Dikele Distefano

Queste le parole di Dikele: "C'è chi vuole far credere ai più giovani che esista una sorta di sistema composto da etichette, stampa, televisione e persone influenti che decidono quali lavori e quali artisti debbano avere più o meno successo. Non é così [...] Un mio articolo non vi farà vendere più copie. Se smettessimo di parlare della musica di Salmo lui continuerebbe a vendere lo stesso numero di dischi".

L'autore dell'articolo, a sostegno della sua tesi, ha voluto sottolineare come, se la tesi di Vacca e Jamil fosse attendibile, il disco di Jhonny Marsiglia uscito l'anno scorso per Sto Record – etichetta in cui fino a qualche tempo fa lavorava lo stesso Dikele – avrebbe dovuto quantomeno ottenere un disco di platino, cosa che non si é verificata neanche lontanamente.

"Chiamarmi al telefono a farmi delle minacce – ha proseguito Dikele – non vi farà vendere più copie, al massimo renderà il vostro spettacolo più interessante".

La replica di Jamil

Sotto al post, pubblicato sulla pagina di Esse Magazine, é prontamente arrivata la replica di Jamil, queste le sue parole:

"Non abbiamo mai detto che un tuo pezzo ci avrebbe fatto vendere di più.

Sei un megalomane egocentrico, i dischi li vendevamo anche quando non c'eri né tu né Instagram. Noi diciamo solo che voi fate finta che non esistiamo, anche se il mio album ha venduto più di quello di Vegas Jones. [...] Siete una piccola mafia, sarà per questo che alcuni vi hanno lasciato".