I Nebrodi: un angolo di terra che gli arabi, secoli addietro, amavano definire "un'isola nelI'Isola"; un caleidoscopico mosaico di luoghi appartenenti a quella Sicilia che, da sempre, ha ammaliato popoli e conquistatori; un mix di anime, di paesaggi e di colori che ha ispirato, nel tempo, artisti, poeti e viaggiatori. Un territorio dalle notevoli potenzialità, forte delle sue intrinseche vocazioni, che attende di essere valorizzato da politiche sapienti e lungimiranti.

E i Nebrodi, oggi, ben si prestano a diventare l'anima di uno sviluppo economico improntato alla nascita di nuove imprese e al rafforzamento di quelle già esistenti: ciò è chiaramente emerso, nei giorni scorsi, nel corso del convegno "Start Nebrodi. Strumenti e opportunità per far ripartire il territorio", focus del progetto promosso dalla Banca di Credito Cooperativo della Valle del Fitalia, importante realtà del comprensorio nebroideo con sede a Longi, in provincia di Messina.

Secondo quanto evidenziato dal direttore della Banca, Adele Machì, per fare un importante passo avanti, è necessario cheinnovazione e aggregazionevadano di pari passo: al vaglio del CdA due prodotti finanziari che mirano a sostenere le imprese, incentivando e supportando la capacità di fare rete. Anche in virtù del Quantitative easing della BCE, ammontano a quindici milioni di euro i fondi a disposizione della Banca per gli investimenti sul territorio.

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Strumenti a disposizione delle start up

Analizzando il quadro delineato dai funzionari della Regione e dagli esperti presenti al convegno, appare evidente come il rilancio dell'economiapassi anche dalle novità in materia di contributi alle imprese provenienti dai fondi europei. Ad esempio, l'assistenza attraverso l'acquisizione di servizi, secondo quanto chiarito da Dario Tornabene, funzionario dell'Assessorato Regionale alle Attività produttive, è uno degli importanti strumenti di cui potranno usufruire le start up nel loro percorso di crescita.

Occhi puntati anche sulle imprese agricole, inquadrate in un'ottica di multifunzionalità: l'imprenditore agricolo, lungi dal porsi come un semplice coltivatore, deve esserein grado di fornire tutta una serie di servizi, che vanno dalla produzione artigianale all'utilizzo di piante medicinali e alimentari, dalla protezione del territorio all'accoglienza turistica. Concetto, questo, ben delineato da Mario Liberto, Funzionario dell'Assessorato Regionale all'Agricoltura.

Il commercialista Calogero Vicario, esperto di finanza agevolata, ha sottolineato, invece, l'importanza di una cultura manageriale e d'impresa, la cui carenza è, in molti casi, causa dell'alto tasso di mortalità delle start up: spesso, infatti, un'idea, seppur eccellente, non è sufficiente a garantire il successo dell'impresa. Imprescindibile, a tal fine, si rivela una sana pianificazione finanziaria, gestionale ed economica: non si costruisce un progetto per avere un finanziamento, ma si comincia dall'idea e dalla sua reale fattibilità.

In una prospettiva che appare, quindi, ribaltata, capire come poter ottenere i contributi è lo step successivo.

Una corretta ed efficace promozione dell'idea stessa è, poi, la ricetta della competitività sul mercato: di questo parere Maria Stassi, direttore di Sprint Sicily (Sportello Regionale per l'Internazionalizzazione). L'esperta ha chiaramente evidenziato come, ad esempio, l'offerta agroalimentare dei Nebrodi sia davvero eccellente, ma pecchi nel marketing e, quindi, nella comunicazione.

Uno sviluppo dinamico delle imprese che, partendo da una concreta fattibilità delle idee, si riveli capace di andare oltre ogni forma di staticità: è questa la sfida per il futuro di un territorio ricco di risorse che, anche dal punto di vista economico,potrebbe diventare"un'isola nell'Isola".

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